28/08/2016 - AUTORE:

arrampicataterapia, special climbing

Considerata per molto tempo un metodo di allenamento per l'alpinismo, l'arrampicata è oggi una delle nuove realtà sportive che sta acquisendo sempre più valore ed autonomia sia nel campo prettamente sportivo che in quello curativo-pedagogico.
L'attività dell'arrampicata grazie anche alle pareti artificiali che vengono utilizzate normalmente, sta assumendo un importante ruolo nel campo della didattica, della pedagogia e della riabilitazione e igiene fisica. L'arrampicata come terapia per disabili e ragazzi in situazioni di disagio psicologico in quanto attività che stimola sia gli aspetti muscolo-scheletrici della persona ma anche e soprattutto la sfera emotiva.
Una sfida che permette di esprimere le proprie potenzialità determinando di conseguenza un evidente miglioramento stima di sé. L'arrampicata come metodica di insegnamento nelle scuole con l'obiettivo di proporsi come una futura attività tradizionale da realizzarsi durante le normali lezioni di Educazione Fisica. Parole chiave: arrampicata sportiva, arrampicataterapia, special climbing.
L’arrampicata, proprio per la sua veste di sport individuale, che prevede
l’accompagnamento e l’affidabilità con un partner, la condivisione delle esperienze con un
gruppo, l’apprendimento fornito da istruttori e tecnici, è terreno d’elezione per azioni tese
all’abilitazione, all’autonomia e al rafforzamento della globalità psicofisica del soggetto.
L’idea dell’introduzione dell’arrampicata sportiva in soggetti con disabilità nasce dalla
sinergia professionale emersa tra i fondatori e i promotori di questa disciplina adattata
all’interno della F.A.S.I., Luca Bardella e Annalisa Zabonati. Le differenti professionalità e
competenze, istruttore F.A.S.I. di arrampicata sportiva ed esperto di formazione l’uno,
psicologa ed esperta di psicopedagogia e disabilità l’altra, sono confluite nello sviluppo
della strutturazione della versione adattata della disciplina, primi in Italia.
Le disabilità coinvolte/coinvolgibili in questo ambito sportivo sono state e sono di carattere
fisico (amputazioni, aplasie, paraplegia, emiparesi), sensoriali (ipovisione),
cognitivo/intellettiva (minorazione, autismo, sindrome di Down). Sono stati altresì coinvolti
soggetti con disagio familiare/sociale (alcolismo, migranti, patologie psichiatriche).
Tutti coloro che sono avviati o che si approcciano all’arrampicata adattata sono inseriti in
gruppi misti con pari normodotati per consentire processi di adattamento reciproco e di
solidarietà.
Nell’intervento saranno descritte le linee guida, emerse dall’esperienza degli Autori, per
l’avviamento alla pratica sportiva dell’arrampicata di giovani atleti con disabilità e/o disagio
psicosociale, oltre alle modalità di sviluppo delle metodiche di allenamento. Parte
significativa è altresì quella dedicata all’evoluzione in senso agonistico della disciplina.
Altro aspetto toccato nel contributo è il tema dell’arrampicata sportiva come presidio
terapeutico nei soggetti con disabilità e/o disagio. Sarà inoltre presentato uno strumento
tecnico di valutazione delle abilità denominato “Questionario di Valutazione delle Abilità
per la Pratica dell’Arrampicata Sportiva Adattata”. L’arrampicata sportiva adattata prevede la pratica della disciplina per atleti con varie disabilità (fisiche, sensoriali, intellettive). Per realizzare ciò è necessario recepire e sviluppare azioni di supporto ai vari progetti in fase di attuazione nei vari Paesi. Lo scenario auspicabile è quello di definire le regole delle competizioni locali, nazionali ed internazionali per i disabili, considerando le differenti disabilità. Particolare attenzione dovrà essere veicolata per l’avviamento alla disciplina proprio dei disabili più giovani. Le gare adattate è auspicabile possano essere svolte in contemporanea con quelle consuete, proprio nell’ottica dell’integrazione sociale. La prova di Ekaterinburg dovrà, in tal senso, iniziare a tracciare le linee guida per giungere all’obiettivo della partecipazione alle Paralimpiadi con una nutrita schiera di atleti disabili, così come avviene per molti altri sport.
In Italia, in particolare, la FASI ha istituito un settore Disabilità & Disagio con una Commissione preposta a raccogliere e vagliare le varie attività con disabili e a sviluppare la pratica dell’arrampicata sportiva tra queste categorie. La situazione attuale, dai dati raccolti, porta a definire una percentuale di circa lo 0,5% di disabili sul totale dei praticanti. E’ in atto, proprio in questo periodo, un forte sviluppo di attività e progetti relativi alla disabilità in particolar modo nelle Regioni del Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte.
L’anno 2005 ha visto la realizzazione di varie iniziative a favore dell’Arrampicata Adattata (Special Climbing) specie in area giovanile. Le attività svolte hanno visto coinvolti numerosi giovani atleti con disabilità e con disagio che hanno potuto conoscere questa disciplina sportiva.
La prima gara assoluta in Italia di arrampicata sportiva con atleti con disabilità e/o disagio si è svolta il 31 maggio 2005 a Chioggia, organizzata dall’A.S. VIAL “Le Schirate”. In quell’occasione si sono confrontati sulle pareti della palestra comunale di arrampicata i finalisti del Progetto Sperimentale Special Climbing Lab, rivolto a classi delle scuole primarie con alunni/e con disabilità/disagio della provincia di Venezia, che ha visto oltre 20 classi delle scuole elementari e medie inferiori impegnati in un percorso didattico di base della disciplina sportiva con metodologia integrativa di inserimento. In quell’occasione gli atleti hanno partecipato con grande entusiasmo, confortati anche dalle famiglie e dagli insegnanti, quest’ultimi coinvolti e presenti durante tutto il progetto sperimentale. La gara è stata realizzata con modalità “ufficiali” e quindi con un giudice federale, con tecnici FASI e la presenza di amministratori locali (regionali, comunali e provinciali) e del C.S.A. provinciale, in rappresentanza dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto. Altro appuntamento importante è stata la prima prova del Trofeo Italiano Giovanile Under 14 Regione Nord-Est, che ha visto la partecipazione di un ns. giovane atleta autistico che è riuscito a raggiungere la seconda posizione assoluta.
Per finire, il 26 novembre 2005 si è tenuto a Venezia il Campionato Provinciale under 14 e under 14 per disabili, all’interno delle Venetiadi, organizzato da Venezia Verticale, con una sezione dedicata proprio ai giovani atleti disabili.
Per il 2006 la Commissione Federale Disabilità & Disagio ha concretizzato ulteriori azioni per rinforzare l’avviato riconoscimento di questi atleti, approntando un regolamento che tenga conto delle loro esigenze, così come in altre Federazioni, ma che li annoveri tra gli atleti agonisti. Alla luce, anche, del protocollo d’intesa siglato con il C.I.P. Nazionale.
Per approntare anche strumenti metodologici di allenamento e avviamento all’agonismo, si è realizzato a Rovereto, in contemporanea con la prova di coppa del Mondo di Boulder, il primo Convegno Internazionale sull’Arrampicata Sportiva e la sua pratica per atleti con disabilità, i cui relatori hanno illustrato i vantaggi psicologici, fisici e sociali della pratica di questa disciplina sportiva per soggetti con disabilità.
Nel frattempo la Commissione sta studiando e approntando le linee guida per l’area della formazione degli istruttori FASI che si trovano ad affrontare atleti con disabilità/disagio e che saranno realizzate nel corso del 2006.
Ci auguriamo pertanto che il lavoro iniziato prosegua con l’appoggio necessario da parte della Federazione e delle singole Società Sportive, che ancora una volta chiamiamo a supportare questo impegno federale per dimostrare che l’arrampicata e i suoi praticanti sono attenti e sensibili e desiderano poter vedere allargato l’orizzonte del proprio sport d’elezione. 1) Allenamento: la mente. (da Sportarrampicata Ottobre 2001). Di Franco Faggioli - AIPS (il Dott. F. Faggioli ha collaborato con la F.A.S.I. per l'organizzazione dei corsi di aggiornamento per istruttori).
Psicologia dello sport e allenamento mentale: importanza dei presupposti psichici della prestazione; l'allenamento (non solo di alto livello) rimane incompleto senza una adeguata attenzione verso gli aspetti mentali della prestazione. Clicca qui per leggere l'articolo.
2) Allenamento: principi e metodologie d'indagine del fenomeno sportivo. (da Sportarrampicata Luglio 2002). Di Roberto Bagnoli.
L'analisi del fenomeno sportivo come punto di partenza per la strutturazione dei contenuti di allenamento; le componenti della prestazione e le linee generali dello sviluppo dei pre-requisiti organico-muscolari della prestazione: la forza, la resistenza. Clicca qui per leggere l'articolo.
3) Allenamento: il contributo della ricerca scientifica e le basi della preparazione in arrampicata. Di Roberto Bagnoli.
Breve sintesi dei risultati della ricerca in arrampicata sportiva indirizzata all'individuazione delle caratteristiche fisiologiche del climber. Alcune considerazioni per la strutturazione delle sedute di forza e di resistenza. Clicca qui per leggere l'articolo.

4) Gestione dei minuti di pausa nelle gare di Boulder in Arrampicata Sportiva. Di Maria Letizia Grasso.
L'utilizzo delle tecniche base del Mental Training da parte di un giovane atleta ha prodotto una prestazione ottimale e costante per tutta la durata della gara. Pubblicazione visionabile su richiesta. scrivere a [email protected]
5) Allenamento: valutazione e corretto utilizzo dei mezzi di allenamento; progredire con gradualità.
Di Roberto Bagnoli. Clicca qui per leggere l'articolo.
La classificazione dei mezzi di allenamento: specifici, semi-specifici e globali. La valutazione dei mezzi di allenamento sotto i profili condizionali, biomeccanici, tecnico-tattici e mentali. Il rispetto del principio della progressività nella scelta dei mezzi e dei metodi di allenamento per uno sviluppo duraturo della capacità di prestazione. Il principiante, l'intermedio e l'evoluto.
6) Lo sviluppo armonico dello scalatore. Di Roberto Bagnoli. Clicca qui per leggere l'articolo.
Individuazione delle qualità da sviluppare nel giovane arrampicatore. Esercitazioni variate e presupposti prestativi. Lo sviluppo della muscolatura: un occhio alla postura e all’equilibrio muscolare. La prevenzione dei possibili infortuni.
7) Elettrostimolazione e arrampicata: riflessioni. Di Roberto Bagnoli. Clicca qui per leggere l'articolo.
Che cos'è l'elettrostimolazione sportiva; principi dell'elettrostimolazione; utilizzo dell'elettrostimolazione in arrampicata: quali possibilità ?

        

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Roberto Diiorio

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