28/08/2016 - AUTORE:

Emocomponenti in sperimentazione. Di fronte a chi li propone per cancellare le rughe o rinfoltire i capelli occorre prudenza

MILANO - Ad oggi non c’è alcuna evidenza scientifica che sancisca l’efficacia clinica degli «emocomponenti» in chirurgia estetica. È quello che afferma la SIMTI (Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia) smorzando, forse, facili entusiasmi. Il concentrato piastrinico (plasma ricco di piastrine) per uso non trasfusionale è un componente del sangue – spiegano gli esperti - utilizzato ormai da molti anni, con successo, come rigenerante di tessuti danneggiati, in particolare in chirurgia ortopedica, chirurgia maxillo-facciale e odontostomatologica, in oculistica e nella terapia delle ulcere cutanee croniche.

MEDICINA ESTETICA - Più recentemente l’uso di questo concentrato di piastrine è stato introdotto anche in chirurgia plastica e medicina estetica, in primo luogo per la ricostruzione di tessuti danneggiati (per esempio nella cura di cicatrici da ustione, in associazioni con specifiche metodiche e tecniche chirurgiche) e per la cura della caduta dei capelli, ma anche per la biorivitalizzazione e il ringiovanimento cutaneo, in trattamenti essenzialmente estetici. «In questo ambito, però – afferma Giuseppe Aprili, Direttore del Dipartimento di Medicina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona - allo stato attuale i contributi scientifici a supporto non presentano ancora le caratteristiche metodologiche indispensabili per definire compiutamente (ovvero con i criteri normalmente utilizzati per la valutazione degli studi e delle sperimentazioni cliniche) l’efficacia clinica dei trattamenti effettuati. In particolare, non vi è ancora un consenso definito su tipologia e standard di prodotto, modalità di applicazione, e frequenza di effetti collaterali ed eventi avversi».

SPERIMENTAZIONE - Fuori dai termini tecnici, siamo in piena sperimentazione e non si possono proclamare certezze (attenzione se qualcuno lo fa) circa l’efficacia dei gel piastrinici nel far scomparire le rughe o rinfoltire la chioma. Soprattutto, trattandosi di sperimentazioni, attenzione a chi è autorizzato ad effettuarle e chi no. Ed è proprio Claudio Velati, Presidente della SIMTI, a raccomandarlo: «Non sottoporsi a questi trattamenti sperimentali, se non in strutture sanitarie che abbiamo una specifica autorizzazione dell’autorità sanitaria competente e il consenso del comitato etico a effettuare questo tipo di sperimentazioni. Così come è sempre importante –sottolinea Velati – che il paziente legga con attenzione quanto indicato nella dichiarazione di consenso informato che gli viene obbligatoriamente proposta prima che si sottoponga a un atto medico».

Maurizio Tucci

Fonte: http://www.corriere.it/salute/

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