28/08/2016 - AUTORE:

Chi trova un amico, si legge nella Bibbia, ha trovato un tesoro. L'Amicizia è un tesoro perché è triste essere soli, non avere nessuno a cui appoggiarsi quando si è stanchi di camminare, non avere nessuno a cui dare il meglio di noi. Questo discorso chiarisce già il rapporto dell'Amicizia, uno scambio sereno di dare e di avere, sentire una consonanza di anime e sentirla con una limpidezza che la trasforma in armonia, con una trasparenza che fa luce, la stessa luce su due strade che sono e devono restare diverse. Un'Amicizia intensa in questo senso, non è cosa che si possa trovare all'angolo della strada, un'Amicizia di questo genere è una conquista difficile che va coltivata giorno per giorno.

L'Amicizia quella vera, è simile all'Amore, anche se manca di quei requisiti esteriori e visibili, attraverso il quale nasce e cresce l'Amore. Per far crescere un'Amicizia vera e sincera, ci vuole pazienza e sacrificio, accettare l'altro così come egli è con i suoi limiti e le sue difficoltà nel venirci in aiuto, saper ascoltare facendo silenzio i bisogni dell'altra persona, saper rinunciare a qualcosa di nostro per darlo all'altro e farlo felice, un piccolo gesto, un sorriso, una parola di conforto nel momento del bisogno. Essere amici significa volersi bene, con qualcosa di più e tante cose di meno, essere amici significa accettare una realtà scomoda, che a volte non ci piace, ma tutto questo lo facciamo per fare del bene a chi ci vuole bene e andare incontro all'altro con serenità e semplicità d'animo, tutto questo gratuitamente senza aspettarci nulla in cambio, proprio perché fatto in maniera gratuita ha più valore. Perché tante amicizie non durano? Perché a volte guardiamo all'aspetto esteriore e non ai valori interiori che rendono una persona unica e per noi il riferimento importante per condurre passo per passo la nostra vita. La vera amicizia non vive solo della simpatia, o non si interrompe solo perché la simpatia diventa antipatia, ma ci sono cose più importanti che dobbiamo riscoprire giorno per giorno camminando insieme anche se a volte la strada si fa dura e in salita. Per essere amici non basta essere d'accordo su alcuni aspetti della vita quotidiana, ma farsi prossimo nell'aiutare l'altra persona a risollevarsi da un momento difficile della propria vita, l'Amicizia vera è profonda sintonia spirituale. Secondo la mia esperienza personale i veri amici sono quelli che ti stanno accanto in qualsiasi circostanza della propria vita, anche se è difficile e costa fatica. Ho fatto alcune esperienze, certi amici che sembravano davvero amici per la pelle, mi hanno deluso e hanno creato intorno a me un vuoto incolmabile, molto spesso ti sono vicini quando non ti servono, e creano un vuoto intorno a te quando della loro amicizia avevi maggiormente bisogno. L'Amicizia vera è difficile, perché è una vittoria sul nostro egoismo quotidiano, dobbiamo cercare di mettere da parte noi stessi per donarci all'altro senza pretese, mettendoci in ascolto e se necessario fare silenzio e tentare di capire l'altra persona e questo nostro atteggiamento esige generosità e intelligenza, è un impegno nel sostenersi a vicenda anche quando sei tu ad avere maggior bisogno di un amico e di qualcuno che ti tenda la mano nei momenti difficili tortuosi e bui della propria vita. Per noi disabili è più  facile andare incontro a delusioni e sconfitte, perché molto spesso le persone non sono disponibili ad ascoltarci e a sacrificarsi per noi, la disabilità spaventa e purtroppo le persone si allontanano per evitare di affrontare il problema, l'amicizia è difficile perché è la riscoperta dell'altra persona, vuol dire fidarsi incondizionatamente senza porsi domande o cercare delle risposte al nostro comportamento e a quello dell'altra persona, di quello che essa vale o non vale, di quello che possiamo dare per conquistare la sua fiducia e di quel poco o quel tanto che essa può darci. Bisogna essere pronti a dare tanto e ricevere poco, sentirci disponibili per gli altri senza aspettarci che gli altri siano sempre disponibili per noi, dobbiamo accontentarci di quel poco che ci viene dato, per non correre il rischio di perdere anche quel poco, dobbiamo dare, dare e ancora dare senza aspettarci nulla in cambio se non un sorriso e una parola di conforto al momento giusto che ci risolleva il morale, era proprio quello di cui avevamo bisogno in quel momento per ritornare a sperare e a credere in noi stessi. La legge dell'Amicizia è simile a quella dell'Amore tra due persone che si vogliono bene e si capiscono e ogni gesto è pensato per far del bene all'altra persona e non costa fatica perché fatto spontaneamente e con sincerità d'animo. L'Amicizia è preziosa quanto l'Amore, perché unisce due persone che credono in un sentimento vero e indissolubile, nonostante tutte le difficoltà che esso comporta, le difficoltà della vita quotidiana, accettarsi così come si è senza pretendere di cambiare noi stessi o l'altra persona, dobbiamo sforzarci di piacerci così come siamo, l'Amicizia non chiede nulla per sé ed è disposta a dare più di quanto non riceva. L'Amicizia richiede pazienza e attenzione per andare incontro all'altra persona con dolcezza e serenità senza far pesare nulla. L'Amicizia quella vera è profonda e non trova ostacoli nel costruire il rapporto, si dona incondizionatamente, crea una sintonia perfetta tra due persone. L'Amicizia si dona ma senza far pesare nulla, il nostro tempo è speso bene, l'Amicizia suggerisce una via ma senza imporla, è fatta di consigli e di rimproveri se qualcosa non va, apre una strada e ci chiede di percorrerla insieme in silenzio e con la fiducia di un amico vero accanto che sicuramente vuole il nostro bene e non ci porterà al di fuori di quelle che sono le nostre aspettative e i nostri desideri. L'Amicizia è un dono grande e chiunque di noi ne ha bisogno, il solo pensiero di essere soli non ci fa stare bene e ci chiude in noi stessi, in un silenzio più grande di noi che non riusciamo a colmare, un tunnel buio e tanta tristezza. Solo i veri amici possono darci gioia e creare intorno a noi un'atmosfera serena, che ci permette di star bene con noi stessi e sentirci parte di un mondo del quale anche noi siamo una parte importante. Avere amici, conquistarseli, mantenerli significa fare un lavoro quotidiano che è fatto di silenzio, ascolto, e vicinanza spirituale, discrezione di generosità e di chiarezza, significa credere nelle nostre capacità e in quello che possiamo trasmettere agli altri con il nostro modo di essere. Per quanto riguarda la mia esperienza personale, ho avuto parecchie delusioni in amicizia, perché mi aspettavo dagli altri quello che secondo loro non mi potevano dare per mancanza di tempo, quando non si vuole essere disponibili, si cercano mille scuse e soprattutto stare vicino a una persona in difficoltà costa fatica e ci vuole tanta pazienza e sacrificio. Questo è il pensiero delle persone che si dicono "Normali", se di normalità si può parlare, molto spesso le barriere mentali, sono proprio loro che se li creano e ce li creano facendoci sentire di peso, invece che una ricchezza per l'altra persona,.

Siete mai stati traditi in amicizia? Avete perdonato le offese ricevute pur di mantenere un'amicizia? Secondo voi l'amicizia è un sentimento importante per condividere insieme certe esperienze e combattere la solitudine?

.Annoni M.Elena

Quando pensi di aver riposto bene la tua fiducia, quando hai la presunzione di credere di conoscere bene la persona amica a cui vuoi bene ... quando sai che niente ti può dividere da questa persona ... quando, tra le poche certezze e i molti dubbi della vita,  sei strasicura che l'amicizia che condividi è sana, vera, sincera, rispettosa e degna di stima ... e, quando poi vieni tradita ... quando vieni ferita ... quando rimani delusa ... quando capisci che in realtà le tue stupide certezze erano costruite su improbabili quanto ingenui sogni adolescenziali ... ti crolla il mondo addosso ... ti arrabbi con te stessa ... ma puoi fare ben poco, se non prendere atto che come conoscitrice di persone non vali una cicca.

 Allora ti chiedi a che servono i chiarimenti ... a nulla ... almeno per me ... non amo le discussioni inutili ... se posso evitarle ... mi faccio volentieri da parte.

 Più o meno elegantemente. Più o meno vigliaccamente.

 Mi limito a metabolizzare l'offesa ... eventualmente perdonare ... oppure volgere le spalle e continuare per la mia strada senza più voltarmi indietro. Questo, quando mi rendo conto di avere davanti qualcuno per cui discutere equivale a giustificare un suo eventuale torto o offesa commesso nei miei confronti.

 La mia potrebbe essere considerata presunzione, in fondo chi sono io per giudicare a priori inutile una discussione?

In primo luogo sono colei che subisce l'offesa e per cui mi sento di poter dire con ragione che un eventuale chiarimento o discussione non servirebbe a farmi riacquistare stima o fiducia nella persona che mi ferisce ... e da qui, la convinzione che ogni chiarimento sia inutile.

Se l'offesa viene fatta da un conoscente, ne vengo fuori pressoché indenne ... ma se esiste un vincolo affettivo, come in questo caso con la persona che reputavo amica ... l'unica soluzione sarebbe "fermarsi in tempo e evitare chiarimenti" così com'è la mia filosofia di pensiero ... ma purtroppo, in questo caso non vale più ... con la persona in questione siamo andati oltre il limite consentito ... e mi vergogno di me.

Il fatto che io sia stata ferita in un modo ignobile al punto che mi riesce impossibile dimenticare, non giustifica il fatto che io mi abbassi a un livello di cattiveria che non mi appartiene.

Certo, non sono pentita delle parole che ho usato nei confronti di questa presunta amica ... perché le penso sul serio ... ma è vero che le parole feriscono più di uno schiaffo, e io non sono stata tanto tenera e, nonostante avessi ragione di essere arrabbiata, non sono affatto contenta del mio comportamento.

Ho sparato parole a raffica senza silenziatore con l'intenzione di fare male ... e io, che nonostante abbia imparato a mediare ... più per dovere che per sentire ... in questa occasione ha prevalso il mio istinto sanguigno, combattivo.

Ora le sue scuse tardive non riescono a chiudere le fratture ... non mi fido più ... ho preso le distanze con dolore ma senza alcun rimpianto ... ben sapendo che quando prendo una decisione o affronto uno stacco è sempre perché lo sento fino in fondo ...

 Il fatto che continui a chiamarmi, a girarmi intorno, il fatto che venga a trovarmi a casa o in negozio ... non cambierà la situazione ... io ho perdonato, non le ho tolto il saluto e in alcune occasioni , quando è inevitabile, ci frequentiamo ancora ... ma non chiedesse altro ... perché non posso e non voglio più concederle altro.

Per chi mi ferisce non conosco vendetta ... posso perdonare ... ma non c'è ritorno ...  mi perde per sempre

Questa è la mia parte selvaggia ... e lo è davvero .... 

FONTE: lhttp://blog.chatta.it/ari74/post/quando-un-amicizia-finisce-.aspxo

 

CONTATTACI
SEDE LEGALE

Via S. Quirico 264, int. 2 - 50013 Campi Bisenzio (Firenze)

TELEFONO

(+39) 055 360 562

ORARI

Lun - Ven / 9:00 - 18:00