29/08/2016 - AUTORE:

Tra le tradizioni di questo periodo natalizio ce n’è una a cui sono particolarmente legata, la festività di Santa Lucia. Io sono Veronese e a Verona, i regali natalizi ai bambini li ha sempre “portati” Santa Lucia. Prima ancora dei vari “babbi” Natale o Gesù bambino, prima ancora di Befane e Re magi, a Verona arriva Santa Lucia con il suo asinello e Castaldo (l’aiutante).

Un po’ di storia:

la tradizione vuole che intorno al XIII secolo nella città di Verona, e in particolare tra i bambini, scoppiasse una terribile ed incurabile epidemia di “male agli occhi”. La popolazione decise allora di chiedere la grazia a Santa Lucia, con un pellegrinaggio a piedi scalzi e senza mantello (el tabar), fino alla chiesa di S. Agnese, dedicata anche alla martire siracusana, posta dove oggi c'è la sede del Comune: Palazzo Barbieri. Il freddo spaventava i bambini che non avevano nessuna intenzione di partecipare al pellegrinaggio. Allora i genitori promisero loro che, se avessero ubbidito, la Santa avrebbe fatto trovare, al loro ritorno, tanti doni. I bambini accettarono ed iniziarono il pellegrinaggio; poco tempo dopo l'epidemia si esaurì.

Da quel momento è rimasta la tradizione di portare in chiesa i bambini, per la benedizione degli occhi, il 13 dicembre e ancora oggi, la notte del 12 dicembre, i bambini aspettano l'arrivo di S. Lucia che porta loro gli attesi regali in sella ad un asinello accompagnata dal Castaldo, l'aiutante. Si lascia un piatto sul tavolo con del cibo (polenta e salame e del fieno per l’asinello) con cui ristorare sia lei che l'asinello prima di andare a dormire. In quella sera i bambini vanno a letto presto e chiudono gli occhi, nel timore che la Santa, trovandoli ancora svegli, li accechi con la cenere (bruttissimo spavento). La mattina dopo, Lucia fa trovare loro il piatto colmo di dolci, fra cui le immancabili “pastefrolle di Santa Lucia”, di varia forma (stella, cavallino, cuore …), nonché l'altrettanto immancabile "ghiaia dell'Adige" ed il "carbone dolce" per i bambini "cattivi". Ma anche frutta di stagione (mandarini, arance) e frutta secca. Inoltre e più recentemente, i bambini ritrovano anche i giocattoli desiderati e richiesti in letterine spedite qualche giorno prima.

Dal secolo scorso si è sviluppata, per l'occasione la tradizionale grande fiera, che ancora oggi si tiene nei tre giorni precedenti il 13 dicembre, in piazza Brà (la piazza dove c’è anche l’Arena)  che è riempita dai “bancheti de Santa Lussia”, ricchi di giocattoli e dolci di ogni tipo. (vedi la foto)

Ma chi era Santa Lucia?

Santa Lucia da Siracusa (283 -13 dicembre 304)  fu una martire cristiana, morta durante le persecuzioni di Diocleziano a Siracusa; è venerata dalla Chiesa Cattolica e dalla Chiesa Ortodossa. Si narra che fosse una giovane, orfana di padre, appartenente ad una ricca famiglia di Siracusa, che era stata promessa in sposa ad un pagano. La madre di Lucia, Eutichia, da anni ammalata, aveva speso ingenti somme per curarsi, ma nulla le era giovato. Fu così che Lucia ed Eutichia, unendosi ad un pellegrinaggio di siracusani al sepolcro di Agata, pregarono la martire santificata affinché intercedesse per la guarigione della donna. Durante la preghiera Lucia si assopì e vide in sogno S. Agata che le diceva: Lucia, perché chiedi a me ciò che puoi ottenere tu per tua madre? Nella visione S. Agata le preannunciava anche il suo patronato sulla città di Siracusa. Ritornata a Siracusa e constatata la guarigione di Eutichia, Lucia comunicò alla madre la sua ferma decisione di consacrarsi a Cristo. Il pretendente, insospettito e preoccupato nel vedere la desiderata sposa vendere tutto il suo patrimonio per distribuirlo ai poveri, verificato il rifiuto di Lucia, la denunciò come cristiana. Erano in vigore i decreti di persecuzione dei cristiani emanati dall'Imperatore Diocleziano.

Il processo che Lucia sostenne, dinanzi all'Arconte Pascasio, attestò la fede ed anche la fierezza di questa giovane donna nel proclamarsi cristiana. Minacciata di essere esposta tra le prostitute, Lucia rispose. "Il corpo si contamina solo se l'anima acconsente". Il proconsole allora ordinò che la donna fosse costretta con la forza, ma lei diventò così pesante, che decine di uomini non riuscirono a spostarla, fu poi sottoposta a torture. Lucia uscì illesa da ogni tortura fino a quando, inginocchiatasi, viene sgozzata. Prima di morire annunciò la destituzione di Diocleziano e la pace per la Chiesa.

Privo di ogni fondamento, ed assente nelle molteplici narrazioni e tradizioni, almeno fino al secolo XV, è l'episodio di Lucia che si strappa gli occhi. L'emblema degli occhi sulla tazza, o sul piatto, è da ricollegarsi, semplicemente, con la devozione popolare che l'ha sempre invocata protettrice della vista a causa del suo nome Lucia (da Lux, luce).

La devozione popolare l’ha resa una Santa venerata in molte città d’Italia (Aci Catena, Belpasso, Carlentini, Palermo,Enna, Brindisi, Bari, Cosenza, Napoli, L’Aquila, Pescara, Messina, Verona, Alessandria e altre ancora), dove il 13 dicembre vengono esposti e portati in processione simulacri e reliquie con parti dei resti della martire.

 

Santa Lucia nel mondo 

Santa Lucia viene festeggiata anche in altre nazioni, tra cui Argentina, Austria, Brasile, Danimarca, Finlandia,

Repubblica Ceca, Spagna, e Svezia.

In Svezia Lucia è molto venerata, sia dalla Chiesa Cattolica, che da quella Luterana.

I bambini preparano biscotti e dolciumi a partire dal 12 dicembre. La mattina del 13, la figlia maggiore della famiglia si alza ancor prima dell'alba e si veste con un lungo abito bianco legato in vita da una cintura rossa; la testa è ornata da una corona di foglie e da sette candele utili per vedere chiaramente nel buio. Le sorelle, che indossano una camicia bianca, simboleggiano le stelle. I maschi indossano cappelli di paglia e portano lunghi bastoni decorati con stelline. La bambina vestita come santa Lucia sveglia gli altri membri della famiglia e serve loro i biscotti cucinati il giorno precedente.

Ogni anno c'è un'elezione per la Lucia di Svezia che, infine, raggiunge la città siciliana di Siracusa, durante i festeggiamenti di Santa Lucia, partecipando anche alla processione dell'ottava, quando il simulacro di Santa Lucia viene ricondotto in Duomo. Lucia, festeggiata dal nord al sud dell’Europa, è dovunque riconosciuta come simbolo della luce che illumina gli occhi del corpo e dello spirito.

E’ colei che -come dice il nome- sorge alle prime luci del giorno (“alba che precede il giorno” dice Dante).
Ci dispone ad accogliere la luce che brillerà nella notte di Natale: Gesù Salvatore che la Chiesa ha voluto celebrare proprio nel giorno in cui l’antica Roma festeggiava il Sole.

Patrona della vista 

È considerata per tradizione, la patrona della vista e di tutti coloro che soffrono disabilità della vista, come i non vedenti, i miopi, gli astigmatici.

La festa di Santa Lucia arriva nel giorno che sorge dopo la notte più lunga dell’anno: il 13 dicembre, che è insieme il primo dei giorni che tornano a diventare più lunghi (tutto questo secondo l’antico calendario “giuliano” prima che venisse adeguato a quello astronomico, che individua tale giorno nel 22 dicembre, solstizio di inverno).

È normale che troviamo collegamenti riscontrabili tra paganesimo e cristianesimo, che nella tradizione si è venuta nel tempo ad ibridare per accondiscendere alla pietà popolare. Al giorno d’oggi vengono dimenticate le storie originarie per lasciare lo spazio alla tradizione o al consumismo che ruota intorno alle tradizioni stesse. Al di là che queste siano ritenute giuste o meno da ognuno di noi, credo sia utile conoscerle per comprendere dove affonda le radici della nostra cultura.

Martina Zardini 

testo riadattato e tratto da varie fonti

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