29/08/2016 - AUTORE:

Le superstizioni percorrono i millenni e hanno interessato tutti i popoli antichi. La superstizione è una credenza di natura irrazionale che può influire sul pensiero e sulla condotta di vita delle persone che la fanno propria, in particolare la credenza che gli eventi futuri possano essere influenzati da particolari comportamenti senza che vi sia una relazione causale.  

Un tipico esempio di tale credenza è l'idea che dicendo qualcosa, questa non accadrà, o potrebbe accadere il contrario di ciò che si è detto. Per tale motivo, in particolare in Italia, si usa augurare il contrario di ciò che si desidera che accada. La scaramanzia è un fenomeno piuttosto diffuso nel nostro Paese, come in altre parti del Mondo e l'elenco dei gesti scaramantici o propiziatori si perde nella notte dei tempi, dire che si tratta di una tendenza diffusa è limitativo, visto che gli studiosi si sono da anni soffermati sulla valenza "scientifica" del fenomeno, psicanalizzando i comportamenti umani in materia. Ognuno di noi infatti è portato a sviluppare un particolare tipo di pensiero che gli permetterebbe di superare le difficoltà quotidiane, eludendo ogni "possibile rischio" o "situazione spiacevole". Sono soprattutto le persone "insicure" e "indecise" a ricorrere a questa forma di pensiero, convincendosi che un amuleto possa portare fortuna e soddisfazioni o che un certo comportamento sia "propizio" rispetto a un altro. Si è spesso portati a riflettere troppo o a rimuginare su cose futili, accantonando da subito la risposta ai problemi che ci affliggono: se non si ha un animo pronto e determinato infatti si rischia di affogare nei propri dubbi e tralasciare le cose importanti della vita. E' un modo per proteggersi dalla propria insicurezza e restare comunque ancorati alla realtà. I gesti scaramantici più diffusi derivano proprio da questo modello di pensiero che richiamando influenze ancestrali e formule magiche, si sostituisce spesso al ragionamento "matematico" o al calcolo delle probabilità, che sono invece fondate sulla verità scientifica. Essere scaramantici è una tradizione popolare che con il passare degli anni si sta lentamente dissolvendo, ma quanti di voi oggi hanno già sfoderato corni rossi, croci, amuleti e ripetuto i propri riti propiziatori? se fate o amate lo sport, sapete benissimo che per gli sportivi la scaramanzia è una scienza esatta. Lo sappiamo tutti che non è vero, che non c'è nessun fondamento logico, che razionalmente non sta in piedi – però funziona, diciamo tutti più o meno sottovoce.  Perché la scaramanzia è questione di abitudine, e le abitudini – ovvero quei gesti che facciamo e ripetiamo senza pensarci veramente troppo – hanno a che fare con l'evoluzione della specie. Ovvero con la capacità di imparare a massimizzare il risultato minimizzando lo sforzo. Nelle cose dello sport e della vita in cui c'entra la scaramanzia, noi ci comportiamo esattamente allo stesso modo: dovendo capire i motivi del successo o dell'insuccesso di qualcosa (vincere una gara, evitare di farci male, passare un esame, superare un colloquio di lavoro) e dovendo anche ottimizzare i nostri sforzi mentali e fisici, ci convinciamo che ripetere ciò che abbiamo fatto appena prima di un precedente caso di successo sia il giusto viatico per ottenere lo stesso risultato. E benché del tutto irrazionali, i rituali scaramantici sopravvivono perché dal punto di vista evolutivo ci risparmiano lo sforzo di pensare alle cause vere, logiche e razionali di ciò che ci accade. E questo, a lungo termine, è un vantaggio evolutivo perché ci permetterebbe di dedicare energie fisiche e mentali ad altre cose. Non è vero, ma ci credo». E infatti tutti stanno attenti al venerdì 17. Politici, attori, sportivi, gente dello spettacolo. Ciascuno con i suoi riti scaramantici. Quelli che servono per cominciare bene la giornata o da eseguire meticolosamente prima di momenti importanti.

Piero

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