23/12/2016 - AUTORE: Maria Annoni

Però nel cuore degli ebrei, nonostante tardasse a venire, era forte l'attesa del Messia, la speranza di un mondo nuovo non era venuta meno. Così anche tanti di noi portano in cuore una Speranza: che la crisi finanziaria passi e lasci il posto ad una maggiore serenità che, con il nuovo anno sia confermato un posto di lavoro per tutti, che le tante guerre lascino finalmente il posto alla pace. Tante sono le speranze racchiuse nella vita di ogni uomo di buona volontà. Tutto questo potrebbe farci precipitare nella classica frase: "non cambia mai nulla" e rinchiuderci nelle piccole sicurezze che ancora abbiamo e nel calduccio delle nostre case. Ma il cristiano non ha tempo per i rimpianti e nemmeno può sprecare tempo giocando al ribasso perché porta nel cuore una speranza che, dopo oltre 2000 anni,è ancora viva nei nostri cuori e questa speranza ha un nome e un volto: Gesù Cristo Figlio di Dio. Sì, questa è la forza che ciascuno di noi porta nel cuore ed è chiamato a condividere con ogni fratello o sorella. "Non lasciatevi rubare la speranza" dice Papa Francesco nell'Evangelii gaudium. Sì carissimi non lasciamoci rubare la speranza, anzi contagiamo la nostra famiglia, la nostra comunità, il mondo intero di questa speranza, solo così possiamo veramente sperare in un mondo nuovo fondato su leggi più giuste, dove la differenza tra ricchi e poveri smetta di esistere e di allargarsi a macchia d'olio e s'impari a guardare al fratello, ad ogni fratello con uno sguardo misericordioso riconoscendo in lui un figlio del medesimo Padre che è Dio. Carissimi il Natale è una festa che ci impegna tutti in prima persona. Non si può dire." Buon Natale" e poi vivere come se niente fosse come se non si fosse incontrato Cristo, e incarnato nel grembo della Vergine e nella nostra umanità. Non si può vivere come se Dio non ci fosse, e non fosse venuto a condividere con noi la nostra vita, fatta di gioie e fatiche e incarnandosi nel grembo della Vergine ci ha donato la salvezza. Dobbiamo essere capaci di gesti di incarnazione che possono parlare a questa società, annunciando ad ogni uomo che la Fede di Gesù Cristo può ancora aiutare l’uomo a riscoprire se stesso e a guardare negli occhi il fratello eliminando paure e preconcetti più o meno raziali? Lasciamo che Cristo venga ad abitare in mezzo a noi, nelle nostre case, soprattutto dove c’è sofferenza, e dolore, poca speranza nel domani. Apriamo le porte di casa al nostro Dio, non permettiamo che si ripeta oggi quello che avvenne oltre 2000 anni fa e che Luca sintetizza in una frase del suo Vangelo e che oggi più che mai, deve illuminarci “Non c’era posto per loro nell’albergo” L’augurio per tutti noi è che il Natale ci aiuti ad incarnarci da cristiani nella storia del nostro paese e nella storia della nostra società, pronti ad aprire il cuore e la casa a Colui che sempre “sta alla porta e bussa” per rendere l’uomo capace di uno sguardo universale, disponibile a gesti di vera accoglienza disinteressata, pronti ad abbattere muri perché ogni uomo possa sperare in un futuro migliore. Buon Natale a tutti!

Annoni M.Elena

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