13/04/2018 - AUTORE: Andrea De Chiara

Alessia De Filippo affetta da sclerosi multipla galoppante vuole diffondere il valore della resilienza per spronare chiunque a non arrendersi mai nonostante le avversità della vita.

Alessia De Filippo è una ragazza di 25 anni di origini campane, non ha mai perso la gioia di vivere nonostante 7 anni fa abbia dovuto affrontare, insieme a sua sorella, il dolore per la perdita della madre a causa di un cancro e nel 2014 la scoperta della sclerosi multipla.

Normalmente il decorso della sclerosi multipla, con le opportune cure a base di cortisone, si riesce a contrastare la sua evoluzione per quanto è possibile; ma Alessia, essendo allergica al cortisone, a partire dall’estate del 2013 ha dovuto fare i conti con la perdita di sensibilità del corpo, gli spasmi ai muscoli, le crisi epilettiche, la perdita temporanea della vista e della memoria. Tutto questo è accaduto nell'arco di un anno e, come se non bastasse, si è ritrovata in carrozzina in pochissimo tempo. Durante quel disastroso periodo Alessia è stata ricoverata diverse volte in ospedale ma invece di essere atterrita e preoccupata per i suoi problemi di salute, studiava come una forsennata; a quel tempo, infatti, era iscritta all'Università degli Studi di Salerno, alla facoltà di Economia delle Aziende Pubbliche e Sociali. Principalmente Alessia trovava la forza di fare tutto ciò in quelle circostanze così particolari, perché aveva promesso a sua mamma, quando era ancora viva, che si sarebbe laureata a pieni voti realizzando così il loro sogno.

Benché Alessia, si sia riadattata con il giusto atteggiamento a tali cambiamenti di vita, è altrettanto vero che ritornata all’Università da persona disabile, ha notato che il comportamento dei suoi compagni di studi era cambiato nonostante lei fosse rimasta la stessa ragazza gioiosa di sempre. Alessia ha imparato presto cosa significhi imbattersi in una società colma di pregiudizi culturali e sociali verso coloro che hanno delle disabilità, perchè etichettati come “diversi". Ad aggravare maggiormente tale situazione è stato dover ritrovare un metodo di studio, per via della minor memoria causata dalla patologia di cui soffre. Fortunatamente in questo Alessia ha trovato il supporto di due tutor dell’Università grazie alle quali è riuscita a laurearsi.

Pochi mesi dopo il conseguimento della laurea triennale, Alessia si è iscritta alla magistrale in “Economia dell'ambiente e dello sviluppo" presso l’Università di Siena, potendo seguire le lezioni telematicamente da casa. Per merito di questo servizio non solo ha concluso anche questo percorso, ha inoltre vinto il premio, suddiviso con altri vincitori, del concorso “Storie di Resilienza” indetto dall’Agenzia Nazionale Erasmus in collaborazione con l’Unità EPALE Italia, con il MIUR e promosso dalla Commissione Europea, per aver avviato dei progetti finalizzati all' inclusione con l'Università stessa. A tal proposito nel corso del 2018, con gli altri vincitori, ha il ruolo di testimonial in scuole, carceri e Istituti per l’apprendimento degli adulti per lo sviluppo di una società più inclusiva e accogliente. Dal 31 ottobre 2016 ha creato una pagina su Facebook chiamata: Lӓcheln, che tradotta in italiano significa: “sorridi, puoi”, attraverso la quale dà voce a chi condivide un vissuto simile al suo, effettuando anche, ove è possibile, delle denunce sociali.

Detto questo, al fine di dimostrare con i fatti che si può vivere una vita soddisfacente nonostante la disabilità, Alessia ha organizzato il 5 marzo scorso a Pomigliano d'Arco (NA), una Conferenza per affrontare il tema del "potere della resilienza” insita in ognuno di noi, soprattutto quando si viene messi a dura prova in qualsiasi circostanza. In quell’occasione, tra i 6 ospiti che hanno raccontato come affrontano le loro difficoltà quotidiane senza mai arrendersi alla disabilità, sono intervenuti anche l’assessore alle politiche sociali Mattia De Cicco e il campione paralimpico di karate Francesco Iannelli.

“È stata un’esperienza emozionante, – confessa Alessia De Filippo – ma non mi aspettavo minimamente di ricevere tanti consensi positivi da parte del pubblico presente in sala. A questo proposito mi sto già attivando per proporre questo tipo di format ovunque”.

Che dire? Non si può far altro che esortare tutte le altre regioni italiane ad accogliere questa proposta il più presto possibile, perché sembra essere una valida proposta, affinché si possa diffondere concretamente della buona cultura a favore della disabilità.

Andrea De Chiara

 

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