“Ali di lana” è un albo illustrato di Cristiana Soriano, edito da Sassi editore. Racconta la storia di Dodo: una fatina nata senza ali; lei le desidera tanto e si impegna molto perché possano spuntare, addirittura segue tutti i consigli della nonna per farle crescere. C’è una lista di cose da fare piuttosto bizzarra, tra cui il consiglio di indossare sempre calzini ai piedi per non far spuntare le ali proprio dai piedi.

Le ali, però, nonostante tutta la buona volontà di Dodo e della nonna non arrivano e la fatina inizia a sentirsi diversa, viene emarginata a scuola e presa in giro da tutti i suoi compagni dotati di ali dalle forme e colori più disparati. La nonna le ricorda, però, che “per arrivare in alto basta avere coraggio, un vero amico e delle braccia robuste”.
Le costruisce delle bellissime e coloratissime ali di lana e allora Dodo prende quel coraggio che le serve - cosa è una fata senza ali? - sale sulla rosa più alta e si lancia... Ali di lana è una storia molto dolce di coraggio, amore, e di un'amicizia in grado di superare qualsiasi diversità.

Leggendo questo albo illustrato con mia figlia di quasi 5 anni, non ho potuto fare a meno di commuovermi, racconta una storia semplice, ma dentro ci si possono trovare tanti temi: la differenza, intesa come unicità, l’inclusione, l’amore famigliare, il coraggio e la determinazione e infine l’amicizia.

La nonna di Dodo nel modo pragmatico, semplice, ma amorevole con cui sprona la nipote, mi ha ricordato la mia nonna materna, quando io, bambina, piangevo e mi disperavo perché per via della disabilità non potevo correre o camminare come gli altri, allora lei mi diceva: “come vai veloce tu in bicicletta nessuno...”. Oppure: “magari non saprai correre, ma hai tanta immaginazione e sai disegnare bene”. Insomma mi spronava a modo suo e mi aiutava a vedere le cose non dalla prospettiva di quello che non avrei mai avuto, ma di quello che sapevo già fare.

Dodo, la fata “diversa”, quella che tutti scansano, ero io, sono stata io, per molto tempo della mia infanzia, finché non ho capito che quelle persone che mi prendevano in giro semplicemente non meritavano la mia compagnia o il mio affetto.

Col tempo anche io ho trovato gli amici giusti e ora ho anche io le mie “ali di lana”.

Mia figlia, che adora le fate, si è appassionata alla storia, che ho scoperto solo grazie alla nostra bibliotecaria di fiducia, e le piace molto che Dodo abbia avuto il coraggio di lanciarsi dalla “rosa più alta” senza avere davvero le ali, ma un mantello, perché a volte bisogna anche un po’ rischiare e mettersi alla prova.

Da soli però non si va lontano, serve il supporto della famiglia e di amici veri e sinceri. E questo auguro a mia figlia: di avere sempre ali di lana con sé e amici che sappiano rispettarla e capire la sua meravigliosa unicità.

https://www.cristianasoriano.com/ali-di-lana

Samanta Crespi 

(Immagini libere o proprie)

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