Da due anni ormai faccio parte integrante di un bellissimo gruppo di donne e mamme con disabilità. Insieme abbiamo costruito una rete su Facebook, “disabilmentemamme” e siamo tutte alleate con un’idea comune: de-costruire  i pregiudizi nei confronti della disabilità in genere e della genitorialità. 

La nostra vuole essere una sorta di rete sociale, al femminile, per tutte quelle donne e mamme che non hanno voce, che si sentono sole e non comprese e rappresentate.

Nella lingua inglese, come mi ha fatto notare un'amica, c’è un bellissimo concetto per questo: “Allyship” che si traduce con il termine “alleato”.

Un alleato è qualsiasi persona che promuove attivamente e aspira a far progredire la cultura dell'inclusione attraverso sforzi intenzionali, positivi e consapevoli a beneficio delle persone nel loro insieme.

Tutti hanno la capacità di essere alleati poiché il privilegio è  intersezionale : significa che le donne bianche possono essere alleate per le persone di colore, gli uomini possono essere alleati delle donne, le persone cisgender possono essere alleate dei membri della comunità LGBTQI+, le persone abili possono essere alleate per chi ha una disabilità, le persone economicamente privilegiate possono essere alleate di quelle che non lo sono e così via...

Essere un alleato, essere Allyship è più di un termine, è un atteggiamento, un'attitudine:

  • un processo permanente di costruzione di relazioni basate sulla fiducia, coerenza e responsabilità con individui e / o gruppi di persone emarginati.
  • il lavoro e gli sforzi che devono essere riconosciuti da coloro con cui stai cercando di collaborare.
  • un'opportunità per crescere e conoscere noi stessi, costruendo al contempo la fiducia negli altri.

Diventare alleati nella pratica e non solo nella teoria.

Per essere alleati, parole e azioni devono essere sincronizzate. Le parole senza azioni possono essere effimere o addirittura dannose se lavorano contro il cambiamento della cultura tecnologica.

Per essere un vero alleato, dovresti:

  • Sollevare gli altri sostenendoli,
  • Condividere opportunità di crescita con gli altri,
  • Non considerare lo sfogo di altri come un attacco personale
  • Riconoscere le disuguaglianze sistematiche e non negare tutto l'impatto delle micro-aggressioni che si possono verificare in tutti gli ambiti sociali, lavorativi, scolastici.
  • Credere nelle esperienze delle persone sottorappresentate e spesso non considerate e sminuite
  • Soprattutto è necessario ascoltare, supportare, riflettere su se stessi e cambiare.

Piccole azioni, grande impatto

“Allyship” come filosofia di pensiero e azione è un continuo investimento di tempo nel sostenere gli altri, ma anche di assumersi responsabilità quando vengono commessi errori, chiedendo scusa ed essendo pronti a rielaborare l'approccio all'alleato quando le esigenze cambiano.

Attraverso le azioni personali, un ambiente più inclusivo può essere promosso da diverse strategie, che spesso sono tanto evidenti quanto spesso non considerate:

  • Diventare sponsor di una comunità sottorappresentata per sostenere la crescita della carriera e aumentare la fidelizzazione dell'azienda. Essere uno sponsor è diverso dall'essere un mentore : la sponsorizzazione è un essere attivamente coinvolti nell'aiutare l'avanzamento di carriera di qualcuno, il mentoring è più che altro fornire consigli, senza essere attivamente coinvolti.  
  • Le persone in posizioni privilegiate hanno la possibilità di denunciare comportamenti inaccettabili nei confronti di persone sottorappresentate e sanno di essere ascoltate. Le persone sottorappresentate potrebbero non sentirsi a proprio agio, invece,  nel sollevare problemi a causa della paura di contraccolpi o del rischio di mettere a repentaglio le relazioni professionali. Sappiamo bene quanto sia difficile denunciare situazioni difficili per chi appartiene ad una minoranza.
  • - abbracciare la diversità e promuovere un ambiente di inclusione fa bene al business . Tutti dovrebbero essere coinvolti. Non solo alle persone sottorappresentate. 
  • Usare un linguaggio inclusivo - Essere consapevoli dei termini di genere e usare un linguaggio che abbraccia tutti i ceti sociali.
  • Elaborare una consapevolezza personale sui pregiudizi che ciascuno ha, siano essi inconsci o indotti per cultura o educazione. Questo è un processo di crescita e la sfida continua di noi stessi e dei colleghi o familiari è cercare il cambiamento possibile e auspicabile 
  • per attrarre e trattenere diversi tipi di persone, utilizzare metodi di reclutamento diversi. Come ad esempio decidere di collaborare con organizzazioni che promuovono attivamente l'uguaglianza.
  • Riconoscere i privilegi e usarli per amplificare le voci sottorappresentate - Comprendere e riconoscere i privilegi può essere un compito arduo e scomodo. Il fatto di avere dei privilegi può far aprire gli occhi e consente di aiutare gli altri e non invece affossarli
  • L'apprendimento e la crescita non avvengono senza essere messi alla prova. Seguire persone diverse e ascoltarle davvero, questo fa la differenza: una partecipazione empatica alla vita degli altri.

In conclusione, un vero alleato, secondo il concetto di”Allyship” deve saper ascoltare regolarmente coloro che lo circondano, adattare il proprio pensiero, rielaborare ciò che crede essere corretto e sentirsi a proprio agio nel sentirsi a disagio, aiutare concretamente vuol dire anche mettersi nei panni di...

Nella società odierna scegliere di diventare e di rimanere un alleato per chi non ha voce, o fa parte di una minoranza è certamente una sfida ardua, ma ne vale davvero la pena.

 

Samanta Crespi

(Immagini libere)

Fonte:

https://www.forbes.com/sites/shereeatcheson/2018/11/30/allyship-the-key-to-unlocking-the-power-of-diversity/?sh=5c78bd5b49c6

 

 

CONTATTACI
SEDE LEGALE

Via S. Quirico 264, int. 2 - 50013 Campi Bisenzio (Firenze)

TELEFONO

(+39) 055 360 562

ORARI

Lun - Ven / 9:00 - 18:00