Senza dubbio viviamo in un periodo di forti contrasti sociali diventati ancor più evidenti con la pandemia da Covid-19. Ma se per molti la crisi è stata inaspettata ed improvvisa, per una persona disabile ci sono sempre state difficoltà e spesso queste capitano nel mondo lavorativo.

Proprio per questo motivo, ci sono alcune agevolazioni sul piano lavorativo attraversi la legge 104, non solo per il lavoratore disabile, ma anche per alcune categorie e casi, per il familiare che lo assiste. Oltre alla legge 104, ci sono altre forme di aiuto come ad esempio l’assegno ordinario di invalidità che viene concesso al lavoratore mediante determinati requisiti e non basta quindi quella percentuale, solitamente fissata al 67% di invalidità. L'aspetto interessante è che con tale beneficio, si può continuare a lavorare  Innanzitutto, per farvi un'idea potete cliccare qui. Ma vi invito, in ogni caso, a continuare a leggere.

Sintetizzando al massimo, possiamo dire che la riduzione della capacità lavorativa deve essere basata sulla capacità di svolgere il proprio lavoro. Credo che avete capito, ma per farvela  ancora più chiara, ciò vuol dire che bisogna valutare quanto l’invalidità impatti sul lavoro e per questo motivo non sempre il 67% di invalidità basta. Al livello normativo, si può ottenere quando si ha una riduzione della capacità lavorativa superiore a due terzi, ma se siete dipendenti pubblici con contributi versati soltanto nella cassa per dipendenti statali siete esclusi. Per saperne di più, cliccate qui.

In conclusione, è un tipo di aiuto che si basa su regole diverse, in cui ciò che conta prima di tutto è il lavoro e la mansione svolta e proprio per questo motivo non può essere valutato in base all’invalidità civile.

Tiziana Scotti

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