Il 23 dicembre 2021, dopo l’approvazione unanime di Senato e Camera, il ministro Orlando ha firmato il decreto per le disposizioni della legge 151/2015 sul collocamento mirato, che, per spiegare meglio, va a facilitare le assunzioni per le persone con disabilità. Una buona notizia in tempi di vacanze di Natale e in tempi comunque di pandemia.

La creazione di una specie di archivio di dati per il collocamento delle persone con disabilità era già stato introdotto dall’articolo 8 sempre del decreto legislativo 151/2015, nell’ambito della banca dati politiche attive e passive, istituita dall’articolo 8 del decreto legge 76/2013, ma questa firma l’articolo 9 della legge 68/1999 trova la sua attuazione. Oltre ad una serie di norme per lo più strutturali e burocratiche, le aziende devono inviare a questo archivio dati del collocamento una serie di informazioni che consentono una più rapida individuazione del lavoratore disabile idoneo alle esigenze lavorative, si deve infatti comunicare gli adeguamenti predisposti per l’assunzione dei disabili, nonché le seguenti informazioni per quanto riguarda i lavoratori disabili già impiegati. Informazioni basilari come i dati anagrafici, la data di assunzione e di, eventualmente, cessazione dal lavoro, se questo non è a tempo indeterminato, la tipologia contrattuale, la qualifica professionale, il trattamento economico e normativo che viene applicato a tutti i lavoratori. Quest’ultimo è importante per evitare differenze sostanziali tra chi ha disabilità e chi non ne ha.

Ricordo che i datori di lavoro con quindici dipendenti hanno l’obbligo di assumere un disabile e spetta agli uffici competenti comunicare all’archivio dati quelli situazioni particolari che fanno in modo che l’azienda sia in qualche modo esonerata dall’obbligo di assunzione. Poichè sarebbe un elenco troppo lungo, vi dico che, in generale, sono gli uffici competenti che comunicano all’archivio dati ad esempio le schede con le valutazioni dei lavoratori disabili, importanti perchè si dimostrano le capacità lavorative, le abilità, le competenze e le inclinazioni oltre alla natura e al grado di disabilità. Questo sempre per un collocamento mirato e che devono essere disponibili per quegli enti pubblici che sono responsabili del collocamento mirato, ma anche per le Regioni e per l’INAIL, per predisporre dei progetti personalizzati di reinserimento e di integrazione lavorativa, ma anche per fini statistici, di ricerca e studio, nel rispetto della privacy di ciascuna persona. Insomma, con questa importante firma, di cui si attendono le istruzioni operative contenute nel decreto del ministro Orlando, si aggiunge quel passaggio importante finalizzato non solo all’inserimento nel lavoro, ma che sia anche e soprattutto il più adeguato possibile alle esigenze dei lavoratori disabili e delle aziende, attraverso quindi la valutazione, mediante appunto questo archivio, di entrambe le parti.  

Alessandro Cavernicoli

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