La famiglia è un laccio che si rafforza, si allenta e poi di nuovo rafforza quando in essa vi è la presenza di un disabile. Che a essere disabile sia un figlio o un genitore scombussola gli equilibri in egual maniera. Il dolore è lo stesso. Un fratello smette di comunicare con l'altro o al contrario si avvicinano, si comprendono, forse per la prima volta si conoscono. Molte volte se ad essere disabile è il figlio, e se si troMa soprattutto in una fase di crescita, egli tende a scontrarsi con i genitori per l'eccessivo protettivismo, per la campana di vetro in cui lo hanno fatto vivere, quando egli vuole innamorarsi, vuole uscire, stare con gli amici, insomma,,,vivere la sua vita. Ma le problematiche nascono anche nel rapporto con gli altri, poichè molte volte un genitore con un figlio disabile o il contrario riduce il proprio tempo libero da dedicare a se stesso, allo svago o ai propri amici. Nonostante la società stia facendo passi avanti non mancano casi di isolamento nelle famiglie con disabili. Molte volte la disabilità in famiglia si ripercuote anche sul lavoro, perchè magari un genitore smette di lavorare per occuparsi del figlio ma ciò finisce poi per creare tensioni tra i coniugi. Ma come ho detto il laccio come si può allentare, si può anche rafforzare. Quindi queste situazioni possono anche fungere da collante e migliorare la resilienza di tutti.

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