Cosa c’è di meglio che iniziare il nuovo anno recensendo uno degli ultimi libri che ho letto?

Sto parlando di “Hai cambiato la mia vita” di Amy Harmon, una bravissima scrittrice di cui ho già avuto modo di leggere “L’incantesimo della spada” un bellissimo e potente romanzo fantasy. 

“Hai cambiato la mia vita” è di tutt’altro tipo, è un romanzo contemporaneo e per certi versi “romantico”, anche se tratta tematiche molto delicate, come la droga, il bullismo, la malattia psichiatrica, la morte.

Nel prologo si legge: “Lo trovarono nel cesto della biancheria di una lavanderia a gettoni: aveva solo un paio di ore di vita. Lo chiamarono Moses. Quando dettero la notizia al telegiornale dissero che era il figlio di una tossicodipendente e che avrebbe avuto problemi di salute. Ho sempre immaginato quel “figlio del crack” con una gigantesca crepa che gli correva lungo il corpicino, come se si fosse rotto mentre nasceva. Sapevo che il crack si riferiva a ben altro, ma quell’immagine si cristallizzò nella mia mente. Forse fu questo ad attrarmi fin dall’inizio. È successo tutto prima che io nascessi, e quando incontrai Moses e mia madre mi raccontò la sua storia, era diventata una notizia vecchia e nessuno voleva avere a che fare con lui. La gente ama i bambini, anche i bambini malati. Anche i figli del crack. Ma i bambini poi crescono e diventano ragazzini e poi adolescenti. Nessuno vuole intorno a sé un adolescente incasinato. E Moses era molto incasinato. Ma era anche affascinante, e molto, molto bello. Stare con lui avrebbe cambiato la mia vita in un modo che non potevo immaginare. Forse sarei dovuta rimanere a distanza di sicurezza. Ma non ci sono riuscita. Così è cominciata una storia fatta di dolore e belle promesse, angoscia e guarigione, vita e morte. La nostra storia, una vera storia d’amore.

Ma chi è Moses? E chi è la ragazza che parla di lui e della sua storia?

È Georgia ed è un’adolescente in un paesino americano qualunque, Moses è anche lui un adolescente, ma è nero e per di più viene etichettato da subito come quello folle, quello matto e non è per nulla facile per lui inserirsi.

Moses vive con la nonna, in realtà bisnonna “Bibi”, l’unica che creda in lui e che non è d’accordo che si imbottisca di farmaci o che passi l’adolescenza in un ospedale psichiatrico, come un malato qualunque. 

No, Moses ha un talento: dipinge e lo fa in maniera eccelsa, seguendo ciò che gli dice il cuore e la mente.

Dipinge ovunque, dipinge scene e persone che non potrebbe conoscere, ma che, chissà come gli appaiono e gli suggeriscono le visioni e i soggetti per i suoi quadri.

Georgia è una ragazza qualunque, adora i cavalli e il rodeo, i suoi genitori tengono un maneggio e sono genitori affidatari di molti bambini e ragazzi problematici, quindi Georgia non si spaventa di fronte all’eccentricità di Moses. Mentre gli altri dicono di lui che sia solo folle è malato, che siccome la madre era una “spezzata” è una “drogata” allora lo deve essere anche lui, Georgia no, ne è attratta come una falena dalla luce, come ogni adolescente brama la ribellione e il gusto del proibito e del pericoloso.

Tra i due nascerà una storia, non lineare non perfetta, ma intensa e forte, che fate dubitare anche Moses di se stesso.

Ma, non andrà tutto bene, anzi si può dire che sarà la loro rovina, ma si sa l’amore non si può comandare e tutto fa inizio da un sguardo, da un cavallo particolarmente diffidente e da una favola che Moses illustrerà sulle pareti della camera di Georgia.

Tutto finirà più o meno nello stesso modo e sarà proprio una di quelle visioni a riunire Moses a Georgia alla fine, dopo tanto stare separati.

È una storia molto dura, molto intensa, che vi farà ridere, divertire, ma anche commuovere e piangere. Uno di quei pochi libri che ti lascia con un senso dolce amaro anche se i due protagonisti si ritrovano.

C’è tanta sofferenza in questa storia, ma anche tanta voglia di redenzione, di perdono.

Le tematiche non sono edulcorate, quindi anche le sofferenze di Moses e Georgia vengono mostrate senza filtri, e c’è anche un mistero da risolvere, ragazze scomparse e strani avvenimenti.

Non è lettura che vi consiglio se cercate una storia d’amore leggera, ma se cercate emozioni, sentimenti, tanta introspezione e voglia di riscatto, questo è il romanzo che fa per voi.

E ricordatevi sempre quando tutto va male di fare la lista delle “cinque cose belle” per ritrovare il senso ed essere comunque grati alla vita.

 

Samanta Crespi

(Immagini libere o proprie)

 

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