Il 3 Dicembre si è celebrata la giornata internazionale della disabilità.  Sono circa 240 milioni, di bambini e adolescenti, che convivono con una o più disabilità, che spesso non hanno protezione sociale, non vanno a scuola, con alimentazione scarsa.  Mancanza di servizi accessibili, istituzionalizzazione, barriere fisiche e stigma che si traducono nell’esclusione dalla società e nella perdita di prospettive per il futuro, questo il motivo. I bambini con disabilità affrontano moltissime difficoltà per potersi vedere garantiti i propri diritti. Dall’accesso all’istruzione all’essere seguiti a casa, i bambini con disabilità hanno meno probabilità di essere inclusi o ascoltati. L’inclusione delle persone con disabilità è una condizione essenziale per promuovere i diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la pace e la sicurezza. L’investimento per realizzare i diritti delle persone con disabilità non è solo una questione di giustizia, ma è anche un investimento per il futuro. Molti bambini hanno limitazioni in più di un ambito funzionale, ad esempio i bambini con disabilità visive possono avere difficoltà a prendersi cura di sé, mentre quelli con disabilità cognitive possono essere soggetti a difficoltà comportamentali.” La peggiore delle disabilità resterà sempre la stessa: l’insensibilità”. Sebbene le politiche e gli interventi di integrazione stiano facendo dei lenti passi avanti, nel nostro Paese, è la famiglia, il sistema che riveste maggiore importanza a livello di supporto nella cura e nel contrasto al rischio di esclusione sociale. Assieme al sostegno di reti informali, svolge un ruolo di ammortizzatore sociale, non soltanto economico, ma anche di tipo relazionale. E’ una giornata per ricordare a noi, ai politici e a tutti, che abbattere le barriere culturali, sociali e architettoniche che impediscono l'inclusione sociale delle persone con disabilità, resta una priorità. Sono tante le criticità e le ingiustizie riscontrate da chi vive sulla propria pelle una condizione di disabilità, per questo è fondamentale ricordare che, al netto di ogni politica, l'ostacolo più grande da abbattere sia proprio il pregiudizio che gravità attorno alla diversità dei soggetti non autosufficienti. 

Piero D.M.

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