La Sicilia è conosciuta per il suo bellissimo mare e il suo ottimo cibo. Chi non conosce, infatti, i famosi cannoli siciliani oi suoi succulenti agrumi? Cosa forse meno nota, invece, sono le bellezze archeologiche che questa regione custodisce.

Un affascinante luogo, che io stesso non conoscevo, è il Parco della Valle dei Templi di Agrigento.

In questo spazio archeologico, divenuto patrimonio dell'Unesco nel 1997, sono custoditi i resti di numerosi templi risalenti al periodo della Magna Grecia.

Tra le tante attrattive per turisti e visitatori è importante citare il Tempio di Giove – uno dei più importanti - costruito in seguito alla vittoria delle città greche sui Cartaginesi durante la battaglia di Himera nel 480 a.C., e Il Tempio di Giunone : non si sa con precisione a quale divinità fosse dedicato e il tempio è chiamato così per un'errata interpretazione di uno dei passi del poeta Plinio Il Vecchio, che si riferiva invece al tempio di Giunone che si trova a Crotone. E' il tempio più difficile da raggiungere ed è imponente, con le sue 34 colonne ei suoi 120 metri di altezza, situato sullo sperone roccioso più elevato della collina dei templi.

Per una fatalità del destino, il direttore del sito archeologico, Roberto Sciarratta, a seguito di un incidente domestico di qualche anno fa, è ora costretto a muoversi col bastone o con la sedia a rotelle rendendo la visita al Parco angustiosa persino a lui.

Da qui, la sua idea di rendere il parco accessibile anche alle persone con disabilità, denominandolo, attraverso uno slogan incluso, la “Valle per tutti”.

Infatti, durante i mesi d'inattività dovuti alla pandemia, ha deciso di sfruttare quel tempo per renderlo più visitabile; utilizzando parte dei fondi del Parco, ha fatto costruire pedane di legno sui percorsi più accidentati, ha automatizzato gli elevatori ed acquistato alcune carrozzine elettriche dotato di joystick da mettere a disposizione, in maniera gratuita, ai visitatori.

Con una certa discrezione, mi viene da pensare che, la “condanna” del direttore dovuto all'incidente personale,sia stata, invece,  una “fortuna” per fargli aprire gli occhi su delle realtà spesso non considerate.

Per una persona con disabilità, anche andare nei musei può essere un'esperienza difficile. Uno scalino di troppo e la mancanza di uno scivolo potrebbe rendere la gita inospitale. Ma a volte il destino ha più fantasia dell'indifferenza umana.

Simona Bagnoli

Fonte: pagina Facebook de “la Repubblica”  

Foto: Da Facebook

 

 

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