Negli ultimi tempi si sente parlare sempre più spesso di Coding come disciplina d’insegnamento nei vari gradi scolastici.

Coding, termine inglese, che letteralmente significa programmazione, fa riferimento al pensiero computazionale che ha lo scopo di risolvere problemi di vario genere interagendo con computer, robot o sistemi automatizzati.

In questo modo si attivano processi mentali che mirano all’ideazione e allo sviluppo di software.

 Di Coding si è incominciato a parlare nel 2006 grazie alla scienziata informatica Jeanette Wing che la definì la quarta abilità di base.

 Caterina Moscetti, autrice del libro “Coding e pensiero computazionale nella scuola primaria”, durante un’intervista ha affermato che: “il pensiero computazionale è una strategia di pensiero chiara, logica e operativa, che si utilizza per risolvere problemi anche quotidiani, in modo personale e creativo, grazie alla pianificazione di una strategia d’azione”.

In Italia il coding è stato introdotto prima degli altri paesi al mondo e sta prendendo il posto di una quarta abilità di base insieme alla scrittura, alla lettura e al calcolo tanto che  con il Piano Nazionale della Scuola digitale lanciato dal Ministero dell’istruzione nel 2015,  il pensiero computazione è diventato ufficiale.

Il piano comprende anche il progetto “Programma il futuro” che introduce il pensiero computazione nella scuola primaria.

Dal 2015 le scuole quindi hanno ricevuto tutti gli strumenti adatti per sviluppare attraverso giochi e attività i concetti principali dell’informatica.

Nei bambini, l’uso del coding, è fortemente propedeutico perché innesca un processo logico-creativo che permette di scomporre un problema complesso in diverse parti; non solo, ma anche di imparare i linguaggi di programmazione in modo semplice e intuitivo utilizzando computer o tablet.

Ci si può così esercitare con applicazioni interattive a blocchi. Con questa abilità i bambini riescono a “dialogare” con il computer al fine di dargli in modo semplice dei compiti e dei comandi.

Questo significa che loro giocano a programmare imparando al tempo stesso ad adoperare la logica e a risolvere problemi sviluppando così il pensiero computazionale. In questo modo potranno in futuro usare la tecnologia in maniera più efficace, esserne padroni e magari realizzando anche dei videogiochi.

Iniziare a scuola fin da piccoli significa affrontare le sfide, investire sul proprio futuro professionale e in una maggiore competitività in un mondo sempre più tecnologico. In un mondo in continua crescita digitale, perciò, approcciarsi al coding diventa un’ esperienza preziosa per tutti.

Su internet esistono varie piattaforme che insegnano a usare e a scrivere il coding. Gianmario Verona. Rettore dell’università Bocconi afferma: “Il Coding è l’inglese dei nostri giorni tanto da averlo reso obbligatorio per le matricole del suo ateneo”.

Il Coding insegna a creare con la tecnologia, non solo ad usarla. Lo stesso ex presidente degli Usa Barack Obama ha detto:” Non giocare con un’app, creala”.

Giovanna Lombardi

(Foto libera)

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