La gig economy è una delle nuove forme di organizzazione dell'economia digitale. In italiano si traduce come “economia dei lavoretti”. Corrisponderebbe a mestieri che una persona svolge a tempo perso, quasi come un secondo lavoro. Il modello, però, spinge verso un lavoro sempre più parcellizzato, affidato a freelance, ma gestito dalle piattaforme con formule di organizzazione che molto spesso sono tal quali quelle del lavoro alle dipendenze. Talvolta si confonde la gig economy con la sharing economy. La seconda, tuttavia, prevede la condivisione di risorse sottoutilizzate. Mentre la gig economy si impernia su un lavoro vero e proprio, organizzato dalla piattaforma digitale attraverso freelance. La novità sta nell'organizzazione del lavoro, ma non avviene una condivisione di risorse. La gig economy sta crescendo e il fenomeno è sotto osservazione per capire come inquadrare le aziende e i lavoratori.

Ad ogni modo, alzi la mano chi di noi, durante questo ultimo anno e mezzo non ha cercato di “arrotondare” inventandosi un mestiere, o reinventandosi? 

Essendo io una persona disabile e una mamma, in questo momento non lavoro, se per lavoro si intende quello con uno stipendio fisso mensile, con contratto e sede di lavoro. Nonostante questo, però, faccio comunque parte di quella fetta di italiani che si è data alla “gig economy”, un po’ per necessità, un po’ per inventiva.

Le mie prime esperienze di questo tipo risalgono agli anni ‘90, quando alle medie iniziai a fare i mercatini dell’usato per vendere le cose che non utilizzavo più, o le mie creazioni.

Da allora, quello che era un semplice hobby è diventato parte integrante della routine e della piccola economia di casa.

Sono iscritta sul sito di compravendita online eBay che tutti immagino conosciate, o ne abbiate sentito parlare. In pratica, sulla piattaforma online eBay.it, si vendendo oggetti di recupero o che non si utilizzano più, alleggerendo un po’ il bilancio famigliare, soprattutto in questi periodi di sacrifici e ristrettezze.

Ma, ovviamente, non c’è solo il vendere online: per quanto riguarda me, da quasi due anni collaboro come redattrice occasionale proprio per il blog disabiliabili. È stata per me un’opportunità è un’occasione per crescere e per mettermi alla prova.

Non so se rientri anche questa attività, nella cosiddetta “gig economy”, ma tra le altre cosedal 2015 faccio parte di un’associazione di volontari della mia città che si chiama “A.mici randagi onlus”. 

A.Micirandagi è un’associazione di volontari, nata nel 2006, che opera per la tutela dei diritti, il benessere e la protezione dei gatti che vivono in libertà e per la prevenzione del randagismo felino.

Inoltre si prefigge di sensibilizzare ad un corretto rapporto uomo-animale attraverso incontri con amministratori e corsi sia rivolti ai bambini che agli adulti.

Un altro obiettivo importante dell’associazione riguarda la sterilizzazione delle colonie feline, il loro censimento, la cura ed il mantenimento, in collaborazione con i comuni e le asl. "A.Micirandagi" non ha scopi di lucro e vive di donazioni, contributi e autofinanziamento dei volontari. Il mio compito, tra gli altri è stato quello di trasformare oggetti scartati in donazioni o denaro per sostentare l’associazione.

Anche questo è un modo per fare “piccola economia ”, anche se è per gli altri e non per se stessi.

C’è anche chi scrive, o disegna su commissione, è una cosa che mi piacerebbe fare, ma al momento quello che manca è il tempo, non l’inventiva.

L’importante è non arrendersi e continuare a cercare, anche se so bene che per le donne, soprattutto per noi donne con disabilità, è molto difficile trovare un lavoro o anche solo qualcuno che ci dia fiducia.

Ci vuole certamente una rete sociale, che a tutt’oggi manca, ma anche un pizzico di fortuna, come è successo per me con “A.mici Randagi” o con “disabiliabili”, se non avessi avuto anche quel pizzico di fortuna o di intuizione e non avessi conosciuto Antonella Tarantino e le altre ragazze, neanche il progetto “DisabilmenteMamme” avrebbe visto la luce.

Fonte: https://www.wired.it/topic/gig-economy/?refresh_ce=

Link “A.mici Randagi Onlus”: http://www.a-micirandagi.org/

Link Facebook “DisabilmenteMamme”: https://www.facebook.com/DisabilmenteMamme/

(Foto libere o proprie)

Samanta Crespi

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