L’approfondimento sulla musica nel campo delle neuroscienze si è sviluppata notevolmente negli ultimi anni. Nella storia dell’umanità, la musica e la medicina hanno sempre mantenuto una stretta relazione. Gli studi neurologici – appoggiati sia su esperimenti, sia sullo studio delle conseguenze di lesioni cerebrali – hanno permesso di costruire un’immagine affascinante e plausibile dei processi di elaborazione dei segnali uditivi a partire dai nervi acustici, i quali trasferiscono al sistema nervoso centrale le informazioni provenienti dall’orecchio interno.  I ricercatori hanno concluso che l'esperienza soggettiva della musica può essere mappata all'interno di 13 emozioni chiave: divertimento, gioia, erotismo, bellezza, relax, tristezza, sogno, trionfo, ansia, paura, irritazione, sfida ed energia. La musica ha la caratteristica di essere universale, può essere ascoltata da chiunque e riesce a trasmettere innumerevoli emozioni e sensazioni. La cosa curiosa, è che diversi studi scientifici spiegano questo paradosso: una ricerca anglo-finlandese del 2016 sostiene che l'abitudine di ascoltare musica triste quando si è tristi è propria delle persone particolarmente empatiche. E’ con questo obiettivo che si è sviluppata la musicoterapia: una disciplina che ricorre all’utilizzo della musica per sviluppare, elaborare ed analizzare una relazione fra paziente (o gruppo di pazienti) e musicoterapeuta , come anche per veicolare effetti benefici sulla psiche degli stessi. La musica ha un grande potere su di noi. Ascoltarla in gravidanza fa bene alla mamma e al feto, ascoltarla invece nell’ultimo stadio della vita costituisce una cura palliativa. La ascoltiamo tutti i giorni, probabilmente senza neanche farci attenzione, ma quel che non sappiamo è che la musica influenza il cervello. E’ riconosciuto il valore fondamentale della musica per un benessere interiore e fisico, identificato soprattutto nella capacità di rilassamento e allontanamento di stati di tensione o agitazione. Ma non solo, suoni e melodie possono essere un toccasana anche per la pressione del sangue, la circolazione, la respirazione e la digestione. Non deve stupirvi poi, il fatto che rappresenta un trattamento riabilitativo anche per chi soffre di disabilità motorie o di disturbi dell'alimentazione.

Piero D.M.

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