24/09/2018 - AUTORE: Pietro Marino

Chi è diventato allergico lo rimarrà tutta la vita. Alcuni studi in merito al ramo di allergologia rivelano che se curati i sintomi possono scomparire. L’uomo è responsabile in gran parte dell’inquinamento dell’aria causato dalle strutture industriali, dagli inceneritori, dal traffico su strada, ma anche da pesticidi e disinfettanti vari, come gli impianti di riscaldamento e climatizzazione. Un fenomeno in aumento nei paesi industrializzati a causa dell’inquinamento. Esiste una familiarità ma non è una questione genetica, ad essere determinanti sono le condizioni ambientali. Tuttavia il fatto che le allergie siano molto aumentate negli ultimi decenni induce a pensare che siano soprattutto i fattori ambientali ad essere cambiati. L'idea che l'inquinamento potesse facilitare la trasformazione delle cellule sane in cancerose ha però sempre avuto una solida base teorica. Oltre agli effetti tossici diretti di alcuni componenti dell'inquinamento cittadino (come il benzene) sul DNA cellulare, è noto da anni - e dimostrato da numerose ricerche epidemiologiche - che i polmoni di chi abita in città sono più frequentemente infiammati, così come è risaputo che le malattie infettive stagionali, come le bronchiti, guariscono con maggiore difficoltà in inverno e nei luoghi molto inquinati, proprio perché lo smog mantiene attivi i fenomeni infiammatori. Secondo quanto emerso da recenti studi non sembra trattarsi di un’anticipazione di eventi che sarebbero comunque accaduti, ma di un effetto netto di mortalità che sarebbe stata evitata se i livelli dell’inquinante fossero stati inferiori. È inoltre documentato da tutti gli studi svolti a livello nazionale e internazionale che la cattiva qualità dell’aria si associa anche ad aumentato rischio di mortalità infantile, aborti spontanei, nascite pre termine, aumento dei disturbi dello spettro autistico, diabete, Alzheimer, bronco pneumopatie e asma, solo per citare le patologie di maggior rilievo. L’aria è sempre meno “respirabile”: essa è costantemente minacciata dall’inquinamento atmosferico, che spesso la rendono un miscuglio di gas tossici. L’inquinamento dell’aria è costituito da sostanze inquinanti volatili che alterano la naturale composizione dell’atmosfera, provocando seri danni all’uomo e all’ecosistema. Le sostanze inquinanti primarie, provenienti da processi chimici e combustioni, possono a loro volta generare altri elementi inquinanti, attraverso le reazioni chimiche che avvengono a contatto con l’aria. La ricerca sull’inquinamento dell’aria e il costante monitoraggio dello stato dell’atmosfera sono necessari per conoscere e affrontare i problemi ambientali e per identificare le cause di squilibrio e degrado, arrivando a studiare i possibili rimedi. I metodi di ricerca sull’inquinamento dell’aria vengono effettuati in prevalenza attraverso una continua attività di monitoraggio della bassa atmosfera, svolta tramite le apposite stazioni di rilevamento sparse sul territorio. Nelle campagne dove si coltiva, la situazione non migliora, anzi quando si parla di esposizione a pesticidi, inclusi erbicidi, insetticidi e fungicidi, immediatamente pensiamo ai residui negli alimenti attraverso i quali la maggior parte della popolazione è esposta; in secondo luogo si pensa a chi questa esposizione ce l’ha perché è un agricoltore e quindi costantemente è a contatto con queste sostanze molto tossiche per motivi lavorativi, più raramente invece ci ricordiamo di quella che è l’esposizione più subdola, quella residenziale, di chi, per sua sfortuna, vive a ridosso di aree intensivamente coltivate ed è costretta a respirare suo malgrado queste ondate di fitofarmaci che in base ai periodi dell’anno e tipo di trattamenti sono più intense e irrespirabili. L’aria pura è un lusso che non possiamo perdere per il bene della nostra e futura popolazione. Una riduzione dell’inquinamento atmosferico contribuirebbe altresì ad arrestare i cambiamenti climatici in atto che, come è noto, a loro volta aggravano il problema dell’inquinamento e sono ulteriore causa di danni incalcolabili alla salute umana”.

Piero
 
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