La proposta di legge prevede di istituire “in linea con quanto previsto dalla legge 13 luglio 2015, n. 107, le scuole polo per il sostegno e lo sviluppo della comunità educante che si fondi sul lavoro sinergico del personale docente, del dirigente scolastico e di specifiche figure professionali con le competenze necessarie. In particolare, sul versante pedagogico-educativo, saranno presenti l’educatore e il pedagogista per prevenire e recuperare i fenomeni di fragilità e vulnerabilità sociale ed educativa, abbandono scolastico precoce e dispersione”, ecco quanto si legge nell’introduzione del disegno di legge.

Dal punto di vista psicologico, invece, “la figura dello psicologo potrà fornire un supporto rivolto al personale scolastico, agli studenti e alle famiglie, per rispondere innanzitutto ai traumi e ai disagi derivati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, ma anche avviare un sistema di assistenza e di supporto psicologico per contrastare l’insorgere di forme di disagio e malessere psico-fisico tra gli studenti delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”.

La prima esperienza di relazione dei bambini ha luogo generalmente nella famiglia; tuttavia, la scuola ha un ruolo fondamentale quasi quanto la famiglia, dato che proprio a scuola i bambini esprimono la loro parte “sociale”. Attraverso la scuola il bambino entra in contatto con il mondo, incontra altri coetanei e figure diverse rispetto ai genitori, conosce nuovi ritmi e le sue regole, che sono poi le regole della società in cui lui vive.

Considerando tutti questi aspetti, bisogna anche tenere conto che gli alunni di ogni ordine e grado, come pure tutti i collaboratori scolastici, sono individui dotati di proprie potenzialità ma anche fragilità.

La proposta di legge che inserisce come professionisti scolastici l'educatore, lo psicologo e il pedagogista risponde finalmente alle esigenze di tutti.  Per affrontare tutte le criticità che durante l'anno si presentano costantemente nelle nostre scuole e trasformare da dentro il centro di tutta nostra società. Pensiamo infine al fatto che la pandemia non è ancora terminata, i ragazzi con disabilità e il lavoro che punta verso l'inclusione è un ottimo modo per prenderci cura dei nostri ragazzi dall’inizio del loro percorso. La nostra società cresce, è viva e questi sono gli strumenti fondamentali per vivere in una società veramente educante.

 

Margherita Rastiello

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