Finalista del Premio Strega 2019, La Straniera di Claudia Durastanti, edito dalla casa editrice La nave di Teseo, è un libro in cui l’autrice, figlia di due genitori sordi, racconta del trasferimento della propria famiglia dall’America alla Basilicata: è questo particolare percorso di vita che la fa sentire “Straniera “ in ogni luogo, e da qui proviene il titolo dell’opera.

Si tratta di un romanzo introspettivo che fa riflettere sulla disabilità e sulla fretta di crescere.

Ho fatto un po’ fatica a leggerlo per due motivi: innanzitutto, la narrazione mi è sembrata un po’ pesante, un insieme di pensieri autobiografici che sembrano slegati tra di loro; in più, l’autrice racconta il proprio disagio con i genitori disabili, e questo mi ha fortemente scossa. Avendo io una disabilità motoria ed essendo mamma, penso sia inevitabile accostare la mia veduta a quella dell’autrice, ma spero che mio figlio veda in me non solo una madre problematica ma anche una persona capace di arricchirlo nei sentimenti, imparando l’empatia e il rispetto per le altre persone.

Nel libro, la scrittrice sottolinea spesso di essere figlia della “sorda”, ed è in lotta principalmente con la figura della madre, una donna che vive la sua disabilità con scelleratezza, rifiutando il linguaggio dei segni e utilizzando la lettura del labiale. Inoltre quest’ultima sposa un uomo con la sua stessa disabilità ma questa unione li porta al divorzio perché ognuno di loro vede nell’altro il proprio deficit.

Nel complesso non ho apprezzato molto il libro, che ho trovato confusionario e a tratti noioso, oltre che particolarmente scioccante per il punto di vista piuttosto rigido dell’autrice.

Simona Bagnoli

Foto: Dal web.

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