So che qualcuno penserà che non sia il caso di trattare questo argomento, ma credo che sia giusto trattarlo pertanto come mio solito lo tratto.

Innanzitutto prima di iniziare a trattare questo argomento, voglio soffermarmi su chi è nato disabile 50 anni fa. 

Purtroppo 50 anni fa non ci trovavamo nella società odierna, chi era disabile purtroppo non veniva considerato come fortunatamente siamo considerati oggi. 

Credo che questi benefici che abbiamo oggi oltre all'evoluzione della società odierna siano dovuti anche agli aiuti che ci fornisce la tecnologia. 

Come ho scritto sopra la tecnologia ci aiuta molto, ci aiuta molto anche nel campo della sessualità, vi chiederete in che modo, ho il piacere di esplicarvi il mio punto di vista. 

Non aspettatevi che io vi dica che il disabile possa avere facilmente un rapporto sessuale, ma anche noi in qualche modo dobbiamo "appagare " i nostri "bisogni".

La tecnologia ci aiuta molto in quanto con la visione dei video e racconti hard ci permette di appagare I nostri istinti sessuali. 

So bene che l'instaurazione di un vero e proprio rapporto sessuale non è affatto semplice poiché nella maggioranza dei casi c'è diffidenza e timore da parte dell'altro sesso. 

Comprendo benissimo il timore che nasce nell'altro sesso, in quanto volente o nolente se hai accanto una persona con disabilità la vita ti viene "stravolta" pertanto non mi permetto mai di giudicare quando per esempio si viene a conoscenza della fine di storie d'amore poiché è sopraggiunta la disabilità. 

Nonostante tutto ciò che ho descritto sopra dobbiamo reputarci fortunati anche in questo ambito in quanto i nostri "simili" di 50 anni non potevano soddisfare neanche il minimo bisogno in merito alla sessualità. 

Ovviamente c'è ancora moltissimo da incrementare in questo ambito, ma io in primis ammetto che non ci possiamo lamentare più di tanto in quanto anche se in parte riusciamo a soddisfare i nostri bisogni. 

Ho voluto affrontare pubblicamente questo argomento perché so per certo che è il problema di tutti i disabili, ma per timore o vergogna difficilmente si riesce ad affrontarlo.

Ammetto che l'ho scritto anche per far riflettere i normodotati e far comprendere che le cose più banali a volte non lo sono affatto. 

Sicuramente non l'ho scritto per ricevere commenti o azioni di pietismo. 

Vi ringrazio per l'attenzione e mi scuso se ho dato fastidio a qualcuno trattando questi argomenti. 

Nele Vernuccio 

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