La Costituzione italiana parla di libertà e di uguaglianza che, purtroppo, ancora oggi, in tanti casi esistono solo sulla carta. In questa sede voglio fare riferimento alla Legge 68 /99, quella che riguarda il collocamento mirato, ovvero, l’inserimento delle persone con disabilità nel mondo del lavoro. Secondo voi che cosa c’è di vero in tutto questo? Adesso proverò a spiegarvelo in maniera tanto breve quanto chiara.

Tutti sanno o almeno dovrebbero sapere che chi ha un handicap fisico, nella maggior parte dei casi, non è autonomo dal punto di vista pratico e logistico, pertanto, difficilmente potrà permanere in qualsiasi luogo di lavoro senza che nessuno lo aiuti a svolgere alcune azioni quotidiane indispensabili per chiunque come ad esempio, fare qualsiasi tipo di spostamento e andare al bagno in caso di bisogno. Ecco perché, le grandi aziende che intendono assumere personale iscritto alle categorie protette dovrebbero provvedere con l’aiuto dello Stato ad inserire nel loro organico anche degli ADB, cioè persone che aiutano i dipendenti non autosufficienti a svolgere le attività sopraccitate, così facendo, non solo permetterebbero a tutti di lavorare e di risultare produttivi a livello economico, ma anche di “far acquistare valore “ ad una qualsiasi impresa presente nel territorio.

Sapete che vi dico? Mi dispiace davvero tantissimo per tutti quelli che ancora pensano che le persone sedute, quelle che usano le stampelle o quelle non vedenti non possano essere colte e, di conseguenza, non possano lavorare. C’è ancora chi non ha capito o addirittura fa finta di non aver capito che chiunque di noi può sognare ed essere ambizioso e, seppur con modi e con tempi diversi, può quasi certamente raggiungere ogni obiettivo che si è prefissato, già, proprio così, perché non per tutto serve la prestanza fisica, al contrario, quasi ogni cosa può essere fatta con costanza e soprattutto con passione.

Cosa voglio dire con questo? Voglio dire che la maggior parte delle persone con disabilità non avrebbe intenzione di vivere “ alle spalle dello Stato “ con pensione e indennità di accompagnamento, vero è però che se soprattutto in caso di prima assunzione viene offerto un lavoro a tempo pieno e una retribuzione lorda di 1500 € mensili con assistenza personale da pagare a parte e pensione d’invalidità quasi dimezzata, gli individui che vivono nella mia stessa condizione dovrebbero accettare non di lavorare senza guadagnare, ma ancor peggio, di rinunciare per un lungo periodo o per sempre alla metà del sussidio statale, questo significherebbe rinunciare anche ad una minima indipendenza economica senza avere nessun tipo di soddisfazione lavorativa o nessuna prospettiva di avanzamento di carriera.

Ciò detto, mi preme veramente ricordare ai pochi o tanti lettori di questo articolo che la famosa Legge 68/99, di fatto, ancora a metà ottobre 2022 non è altro che un “parcheggio “, una caramella utilizzata per tentare di addolcire la bocca di chi ancora in realtà, molto spesso, è considerato un cittadino di serie B.

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