È inutile nascondersi dietro un dito, tutti vogliamo essere accettati. Viviamo nell’epoca dove fare un selfie significa mostrarsi ed un qualcosa che appare normale quanto mangiare. Non siamo quì per dare giudizi, ma è un dato di fatto che se non vieni accettato già ai tempi della scuola le sofferenze arrivano in profondità e gli adolescenti devono trovare la loro dimensione, se stessi. I giovani hanno bisogno del proprio gruppo, del consenso.

Oggigiorno, l’emarginazione è una questione molto seria e pericolosa. In alcuni casi, può portare a gesti estremi che troppo spesso, purtroppo, sentiamo al telegiornale. Parliamo del movimento body positivity, un movimento nato in maniera spontanea tra il 2010 e il 2011 che sta dando una diversa definizione del corpo e di ciò che viene considerato normale. Tutto è nato grazie a delle persone che, avendo trovato una grande fiducia in loro stesse, hanno iniziato a protestare contro l’idea di un corpo considerato “bello” solo se magro, ma alla stregua di una modella da passerella. Questo movimento ha preso vita grazie a modelle oversize, principalmente di colore, che scrivevano sui vari social network degli hashtag quali: #amaticomesei. Stephanie Yeboah è una di loro. Lei è una blogger stylist nonché scrittrice freelance, e ci spiega: “Noi, in qualità di persone con un corpo che non viene considerato bello e senza privilegi, abbiamo bisogno di quello spazio sicuro dove festeggiare “noi” e ciò che ci rende così belli.” In poco tempo questo movimento ha abbracciato varie categorie di persone che possiamo definire fuori dai canoni stabiliti, perciò non solo modelle curvy, ma persone con disabilità, persone sfigurare, gay, e via dicendo. In breve, quelle fasce di popolazione che secondo i canoni starebbero ai margini. Con questo progetto, il movimento body positivity intende dichiarare semplicemente: “io esisto”. Il loro interesse è quello di rivedere l’idea del corpo e della bellezza, ma soprattutto che essa venga rivalutata da parte dei social media. L’idea fondamentale è l’amore e la cura verso se stessi. Questo discorso viene portato avanti proprio attraverso i social in risposta alla negatività che troppo spesso, proprio la rete, propone, perciò si vuole usare lo stesso mezzo ma rovesciando il discorso. A colpi di hashtag, selfie, ma tutto con l’unico obiettivo: farsi del bene. Questa piattaforma è molto democratica, tutti possono mostrarsi per come sono, è uno spazio libero. Lo standard di bellezze che noi abbiamo continuamente sotto gli occhi, alla fine vengono interiorizzati, così si ha poca fiducia in noi stessi, nelle nostre capacità. Questa poca considerazione di sé porta trascina una miriade di terribili conseguenze: non si va più in vacanza, non si fanno colloqui per un lavoro, il 52 % dei giovani è preoccupato per come appare, il 30 % si metterà in disparte preferendo una sorta di isolamento. Il body posityvity è nato si per difendere la diversità del corpo, ma ciò che realmente deve migliorare è la nostra mente, l’idea che abbiamo di noi stessi, di quanto valiamo. Il movimento body positivity, che è nato spontaneo, ci esorta proprio a riflettere su questo #ioesisto #iocisono

Margherita Rastiello

CONTATTACI
SEDE LEGALE

Via S. Quirico 264, int. 2 - 50013 Campi Bisenzio (Firenze)

TELEFONO

(+39) 055 360 562

ORARI

Lun - Ven / 9:00 - 18:00