Negli ultimi tempi è divenuto sempre più frequente leggere il libro di una persona disabile. A volte questi raccontano la propria storia, altre invece trattano di tutt'altro argomento. Ho avuto personalmente il piacere di leggere il libro di Daniele Mollo Continua a giocare che racconta della vita di Toni un ragazzo che non vive la condizione dello scrittore e di cui Daniele racconta una storia che non è la sua ma che semplicemente aveva dentro di sè. Per quanto mi riguarda sono scrittrice e sono disabile, ma la mia vena scrittoria non è per niente nata dalla disabilità. Amo scrivere da prima di scoprirla. Forse la mia condizione mi ha solo dato quella forza in più per realizzare i mie obiettivi. La proliferazione di autori disabili non è dovuta a una smania di vittimismo, ma dalla semplice necessità di dare uno sfogo alla loro creatività e alle loro emozioni, che possono nascere sia da un racconto della propria vita o da un'invenzione. La scrittura ci rende abili e liberi dalle nostre difficoltà. Condizione a parte, ciò che accomuna ogni scrittore è il desiderio di dare sfogo alla propria voce nel mondo. La disabilità fisica è solo un sfondo prima di tutto c'è un talento e quest'ultimo riflette la bellezza di chi lo possiede. Se la persona in questione non parla, non sente,  o cammina , non ha importanza. E' il talento che prevale su tutto il resto. 

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