08/11/2018 - AUTORE: Floriana Salvagione

Quest’oggi, voglio proporvi di venire ad assistere ad una performance  di teatro contemporaneo con me, la cui protagonista è: Chiara Bersani nata, il 9 novembre del 1984. E’ affetta sin dalla nascita da una patologia il cui nome è: osteogenesi imperfetta, di cui ora vi do qualche informazione generica. E' una malattia a base genetica, cioè l’organismo non riesce a sinetizzare il collagene, creando così dei problemi a carico dello scheletro, delle articolazioni, dell’acute, delle orecchie e dei denti, infatti Chiara è alta 98 cm. Ma oggi non siamo qua per parlare della sua patologia, ma di come lei ha trasformato la sua vita in una vera e propria arte, regalandola agli spettatori che la seguono. Ci soffermeremo a parlare del suo ultimo spettacolo dal titolo: Gentle Unicorn, che in italiano significa gentile unicorno. Quest’ultimo suo lavoro abbraccia anche l’idea su cui lei lavora da anni esattamente dal 2013, sto parlando dell'idea di "Corpo Politico", da non fraintendere con l’idea che abbiamo noi del potere politico, ma  Chiara intende con questa frase, mettere in luce, il potere che ogni corpo può avere quando si espone verso l’esterno, quindi verso gli altri. Adesso cercherò di spiegarvi da ciò che ho visto  e sentito dalle interviste, dagli spezzoni dello spettacolo come mai l’attrice ha scelto di rappresentare l’unicorno: animale mitologico che ha attraversato il tempo e la storia… Esso è stato usato e strausato, a seconda del periodo e della popolazione. Animale magico, cavallo con un corno, a volte disegnato come un bue… La nostra attrice in questo  suo lavoro di ricerca vuole dare il suo corpo in prestito al mitico animale, la corazza diventa pelle, non si può arrivare a conoscerne il  cuore, ma con questo corpo che rimane indefinito, dalla mitologia, alla magia che emana, alla figura popolare arrivata fino a noi. La Bersani infatti, come suo intento vuole fare interagire l' unicorno con il pubblico in sala, che entra proprio in scena circondandola. Chiara parla di prossimità, cioè vicinanza e contatto con il pubblico. I suoi spettacoli, non sono storie concluse, non c’è un inizio ne una fine ben precisa, quindi a mio parere è più giusto parlare di percorsi che crescono e cambiano. Esse sono vere e proprie esplorazioni, sia per l’attrice sul palcoscenico, che per il pubblico che l'osserva e che una volta usciti dopo  lo spettacolo, si pongono delle domande. Conoscere i propri limiti e le proprie forze, è un lavoro che non termina mai, ma più siamo in grado di fare questo lavoro su di noi e più sarà semplice andare incontro alla vita, Questo è quello che c’ insegnano gli spettacoli di Chiara. La mia riflessione dopo aver preparato l’articolo è questa: Quando si nasce in un “corpo particolare” così come lo definisce lei stessa, a mio parere si possono percorrere due strade: O diventa la tua prigione, oppure può diventare la tua materia di studio, infatti ti conosci, ti studi, ma la cosa più importante è che ti fai conoscere. Non illudiamoci, una volta intrapreso questo percorso non termina più. Mentre usciamo per strada e salutiamo gli altri, è proprio in quel momento che stiamo dicendo al mondo: IO CI SONO! Sono qua, con questo corpo, con il mio sguardo, con tutto ciò che il mio essere  racconta. Una delle riflessioni che mi ha lasciato Chiara, guardando una sua intervista, è proprio questa: Non è perfetto ciò che sembra chiuso e concluso,  amo di più il viaggio che faccio per conoscermi ogni giorno. Non posso chiudere questo articolo senza darvi il mio consiglio: il teatro può essere una bella palestra, per conoscersi, per superare i propri limiti e le proprie forze, così come ha fatto Chiara a suo tempo cominciando per hobby. La recitazione può essere un modo per uscire da noi stessi e dalle nostre paure e quindi sfidarle.  Quest'attrice, mi ha lasciato l’idea di una donna sempre in continua formazione come dovremmo essere tutti noi. A nome di tutto il blog, vorrei fare gli auguri alla nostra protagonista, che ha compiuto gli anni ieri. Consiglio vivamente di andare a vedere i suoi spettacoli, su YouTube e Google fonti da cui ho tratto il mio articolo, oppure per chi può sarebbe ancora meglio andare a vederla dal vivo.


Floriana Salvagione 

 
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