Ciao Martina, puoi raccontarci un po’ di te e della tua esperienza? Come vivi la tua disabilità nella quotidianità? 

La mia condizione fisica (che non amo definire disabilità) per me non è mai stato un problema, ma un qualcosa nonostante il quale vivere la vita a pieno e soprattutto in modo sereno, cercando come tutti di essere felice. Infatti, ho creato il mio equilibrio interiore e definito gli obiettivi della mia esistenza tenendo conto del fatto che sono seduta, ma non per questo mi sono mai limitata più di tanto, almeno non più di una persona cosiddetta normodotata. Che dire, in un modo o nell’altro, magari con tempi diversi, ma fino ad oggi, ho sempre fatto tutto ciò che ho voluto fare: ho studiato ciò che desideravo studiare, mi sono creata la mia cerchia di amicizie, ho avuto le mie storie d’amore, ho letto, scritto e viaggiato e tuttora continuo a farlo.

C’è qualcosa che vorresti vedere migliorato, o più accessibile, del luogo in cui vivi?

Sono nata e vivo da sempre ad Arezzo, anche nella mia città, come in tante altre d’Italia sono molte le barriere architettoniche e ancora di più quelle mentali, perciò, è difficile dire cosa vorrei che migliorasse, è forse meglio dire semplicemente che, a mio avviso, ogni luogo dovrebbe essere “a misura di tutti”, cosicché proprio in quel luogo, ognuno di noi possa dare il meglio di sé, indipendentemente dalla propria condizione fisica e/o psicologica.

Cosa pensi si possa fare per migliorare la situazione lavorativa delle persone con disabilità che le vede sempre meno occupate in un impiego, rispetto ad altre categorie di lavoratori? Quali sono i tuoi progetti lavorativi o aspirazioni per il prossimo futuro?

Sono laureata in lingue e letterature europee e americane, sono una scrittrice ed una giornalista iscritta all’ordine della Toscana da novembre 2018, ho pubblicato tre libri e collaborato con delle testate giornalistiche locali per alcuni anni, purtroppo, al momento non ho collaborazioni attive, anzi, sto cercando qualcuno che mi permetta di scrivere in maniera continuativa così da farmi conoscere. Circa dieci giorni fa ho creato una sorta di blog personale chiamato "Il calamaio di Martina", che non è altro che una pagina Facebook e un profilo professionale Instagram nel quale ogni lunedì, mercoledì e venerdì, più o meno alla stessa ora, pubblico diverse tipologie di contenuti tutti scritti da me, questo sempre con la speranza di farmi conoscere e di poter trasformare la mia grande passione per la scrittura che ora per me è un’attività saltuaria e mal pagata, in una professione continuativa e adeguatamente retribuita.

Credo fermamente che anche le persone con disabilità, proprio come tutte le altre, dovrebbero avere la possibilità di realizzarsi nel mondo del lavoro e dovrebbero farlo riuscendo a guadagnare almeno quanto guadagnano gli individui “senza difetti fisici ben visibili e permanenti“, intendo dire che se un soggetto diversamente abili riuscisse a trovare un lavoro stabile e dignitoso lo Stato italiano dovrebbe continuare comunque a garantirgli il diritto di riscuotere sia tutta la pensione d’invalidità che l’accompagnamento, perché al contrario di ciò che pensa a molta gente, ad una persona non autonoma quei soldi non servono per godersi la vita, ma per viverla nel modo più normale possibile, quindi anche per poter lavorare e stare fuori casa un tot di ore al giorno senza gravare troppo sui familiari.

Ringraziandoti, ti chiedo se c'è qualcosa che vorresti dire, per concludere, ai nostri lettori del blog? 

Date sempre il meglio di voi stessi e inseguite i vostri sogni nonostante tutto.

Aspetto i vostri like a "Il calamaio di Martina" sia su Facebook che su Instagram.

 

Link per la pagina di Martina:

https://www.facebook.com/Il-calamaio-di-Martina-111422188226464/

 

(Foto e intervista autorizzate)

 

Samanta Crespi

CONTATTACI
SEDE LEGALE

Via S. Quirico 264, int. 2 - 50013 Campi Bisenzio (Firenze)

TELEFONO

(+39) 055 360 562

ORARI

Lun - Ven / 9:00 - 18:00