Eccomi tornata per presentarvi una nuova intervista per la rubrica "paralisi cerebrale infantile: una patologia, tante storie".

Ho avuto l'onore, e il piacere, di intervistare Andrea De Chiara, un ragazzo brillante, determinato, molto attivo come blogger e come motivatore per tante persone, disabili e non.

Ciao Andrea, Mi piacerebbe iniziare chiedendoti quando nella tua vita hai iniziato a capire che la tua condizione fisica, la tua disabilità, poteva creare differenza tra te e gli altri?

In realtà, ti si sembrerà paradossale, a per tutta la mia infanzia non ho mai percepito la mia disabilità come una differenza e ne tantomeno come un limite. Ero consapevole solo di non poter deambulare come gli altri, ma ciò non mi ha impedito di essere incluso nelle situazioni di svago. Tutto è cambiato durante l’adolescenza: non solo sono stato emarginato dai coetanei, ho subito atti di bullismo veri e propri sia da parte dei miei compagni di classe che dai miei insegnati: se i primi mi affibbiavano epiteti indicibili, i secondi non perdevano occasione per tacciarmi di essere un buon a nulla. Ecco, ho subito il fenomeno "dell’altra faccia del bullismo”.

Potresti citarmi un episodio della tua esperienza di vita che ti ha messo in difficoltà e uno che invece ti ha permesso di superarti e di sentirti orgoglioso di te?

 L’ episodio che ricordo con particolare rammarico è stata la scelta, imposta, da parte dei miei insegnanti della scuola media di intraprendere gli studi di ragioneria, quando io desideravo ardentemente scrivermi al liceo classico. Cosi la professoressa di matematica, per dimostrarmi che non sarei stato all’altezza di conseguire il diploma così elevato, mi ha sfidato ad analizzare una frase grammaticale davanti a tutta la classe che sghignazzava.

Naturalmente, messo alle strette in quel modo da una figura istituzionale e sentendo le risa dei miei compagni, quella frase di grammatica non sono riuscito ad analizzarla. In quel momento io mi sono sentito umiliato a tal punto da non proferire parola e come se non bastasse l’insegnante ha rincarato la dose, con tono arcigno e altero, mi rivolto testuali parole: “lo sapevo che non ne saresti stato capace”. Purtroppo, dopo quell’episodio ho abbandonato il desiderio di studiare al classico e ho scelto di intraprendere gli studi in ragioneria fino a concludere il percorso.

Una volta diplomato, spinto dalla volontà di riscattarmi, ho deciso di iscrivermi all’università per conseguire la laurea in Comunicazione Non potrò mai dimenticarmi la soddisfazione incredibile che ho provato nel prendere il massimo dei voti al mio primo esame di sociologia, ma soprattutto, ho impresso nella mente l’espressione compiaciuta della professoressa mentre mi interrogava. Successivamente, quest’ultima mi ha seguito nell’ elaborazione della mia tesi di laurea sull’amore e disabilità, progetto sperimentale difficilissimo da portare a termine perché, (nel2013) questo tema non era stato approfondito a livello scientifico. Ragion per cui ho dovuto ho dovuto studiare a fondo l’argomento per concludere il lavoro. Non potevo certo immaginare che da semplice tesista sarei diventato relatore sui rapporti di coppia (dove uno dei due ha una disabilità) blogger, speaker radiofonico e motivatore. Come si dice? Ciò che non uccide fortifica.

Sei molto attivo sui social, come blogger, ma anche come “motivatore”: condividi con altri difficoltà, dubbi, e strategie per superare i problemi. Qual è la richiesta più strana che ti hanno posto i tuoi followers?

Sicuramente la domanda più strana che ho ricevuto è stata questa: "come si fa ad approcciarsi con una persona disabile? Sinceramente non so se chi me l’ha rivolta volesse saperlo seriamente o stesse giocando. Qualora fosse stata una domanda rivolta con le migliori intenzioni pone in evidenza che c’è tanta ignoranza riguardo il mondo della disabilità. Ed è per questo motivo che ho deciso di raccontare sui Social il mio punto di vista su questo tema ancora molto controverso. Ho deciso di farlo in chiave positiva, ma senza edulcorare la realtà. Il mio motto è: ”affronto la vita con uno sguardo positivo sì, ma se è necessario denunciare le ingiustizie non mi tiro indietro."

C’è qualcosa che vorresti vedere realizzato nel tuo prossimo futuro? Hai qualche sogno o progetto nel cassetto?

Mi piacerebbe diventare un punto di riferimento nell’ abito della comunicazione sulla disabilità e sto lavorando sodo per raggiungere questo obiettivo. Attualmente sto collaborando con diverse realtà sociali. Attualmente ho una rubrica su Rainbow diversamente radio intitolata: “2 chiacchere con andreadechiarablogger ”(pseudonimo che utilizzo su istagram) dove i protagonisti  con disabilità si raccontano senza filtri e in chiave positiva.

E per concludere, ringraziandoti, cosa pensi si possa fare in termini di attivismo, visibilità dei social per abbattere i tanti tabù e pregiudizi che ancora gravitano intorno all’autodeterminazione e autonomia delle persone con disabilità e, nello specifico, per coloro che hanno una paralisi cerebrale infantile?

Ritengo che per favorire il cambiamento sia necessario, oltre che parlare sempre di più di disabilità sui social, creare una rete stabile di mutuo aiuto. Mi spiego meglio: Tendenzialmente chi si occupa di disabilità porta avanti la propria battaglia e si fa portavoce di un tema specifico e la maggior parte delle volte si possono raggiungere risultati notevoli, anche in termini di visibilità nel breve periodo. Se invece queste stesse lotte venissero condivise con sempre più persone possibili si potrebbero raggiungere risultati notevoli a medio lungo termine.  In altre parole, uno dei modi per incrementare il cambiamento è organizzare delle vere e proprie manifestazioni in piazza senza urlare o puntare il dito verso un colpevole immaginario, ma bisogna sollevare delle questioni da risolvere per poi definire delle linee guida che spingano all’azione. In tal modo si potranno finalmente intravvedere dei risultati concreti.

 

Samanta Crespi

(Foto e interviste autorizzate)

CONTATTACI
SEDE LEGALE

Via S. Quirico 264, int. 2 - 50013 Campi Bisenzio (Firenze)

TELEFONO

(+39) 055 360 562

ORARI

Lun - Ven / 9:00 - 18:00