Le Aias di alcune città della Regione Lombardia hanno firmato una petizione importante per il diritto alla mobilità delle persone disabili, in quanto non tutte le persone disabili non possono utilizzare un’auto, ma alcune persone disabili possono comunque utilizzare un’auto, ma, come per tutti, hanno bisogno della patente. Non è pertanto giusto stabilire che una persona in quanto disabile non possa a priori guidare una macchina.

Questo, tra l’altro, è un aspetto anche sociale di non poco conto, in quanto una persona disabile che guida ha anche una motivazione in più, ha la possibilità di scambiare maggiori relazioni sociali, essere più autonomo e, in una parola, migliorare la propria qualità della sua vita.

Pertanto, come da regolamento per tutti, una persona disabile può frequentare i corsi, può capire le regole che stanno alla base di una guida civile e rispettosa, senza contravvenire, ma rispettare il codice della strada e tutte quelle norme che regolano la sua sicurezza, ma anche degli altri. Si deve e dovrebbe, pertanto, andare oltre i pregiudizi, ma valutare in modo obiettivo la persona, che sia disabile o non. Da tutti questi presupposti è partita la petizione dell’Aias di Monza e dalle Aias di Milano, Brescia, Monza, Varese, Sondrio, Busto Arsizio, Cazzago San Martino e Savona che hanno chiesto alla ministra della Disabilità Erika Stefani di modificare le procedute per la patente H.

Questa petizione, sottoscritta dalle Aias di Milano. Ovviamente, poi bisognerà riuscire a contrastare i pregiudizi e sarà un percorso lungo, in quanto è difficile far cambiare spesso idea in una persona, ma intanto già sarebbe un notevole passo in avanti riuscire a garantire la possibilità alle persone con disabilità di svolgere un esame di guida nelle migliori condizioni possibili.

Alessandro Cavernicoli

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