La svolta che potrebbe mettere fine alla questione della pillola per la contraccezione ormonale femminile potrebbe essere quella di renderla gratuita per le ragazze sotto i 26 anni. Il modello è già stato adottato in regioni come la Toscana e l'Emilia Romagna. In quest'ultima ciò è possibile dal 2018 e solo dopo che si è chiesta una consulenza con il medico e con l'ostetrica del consultorio familiare. Il programma inizialmente aveva avuto l'ok, poi è stato stoppato per ulteriori approfondimenti in previsione dei costi elevati. E' l'Agenzia Italiana del Farmaco che sta valutando questa possibilità. Tuttavia ritengo che al servizio dovrebbero avere accesso tutte le donne, non solo quelle sotto i 26 anni.  I costi scoraggiano tutte, anche coloro che lavorano, che sono molto più attente all'economia, ma soprattutto la salute della donna e per la coppia dovrebbe avere il suo diritto anche in anni maturi.. La direttrice del Centro di Ginecologia all'ospedale di Milano, Alessandra Graziottin, commenta che pur essendo favorevole alla gratuità per tutte le donne, riconosce che si sta andando sulla fascia d'età più vulnerabile, Il consultorio, inoltre, aggiunge la donna, è utile solo se fa educazione per l'autoprotezione e se è presente in tutto il territorio, essendo questo raro al Sud, quindi è anche una questione culturale, non è giusto che il meridione rimanga arretrato e non progredisca.

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