Da alcuni anni è stata avviata una progressiva riduzione nella produzione e nell’utilizzo dei materiali plastici, a partire dal bando dei sacchetti per la spesa. Dal 3 luglio dovranno essere al bando bastoncini cotonati, posate e piatti di plastica, cannucce, bastoncini per palloncini, contenitori per alimenti e bevande in polistirolo. Un tempo esaltata dall’industria e dalla pubblicità per le sue caratteristiche tecniche, oggi la plastica ha perso il suo fascino, fino a diventare uno dei bersagli principali delle battaglie ambientaliste, per i danni che sta causando alla natura, ma non solo. Infatti, gli effetti collaterali si ripercuotono anche sulla salute umana. Sono circa 260 le specie, tra cui invertebrati, che sono state danneggiate dall'inquinamento causato dalla plastica. Le materie plastiche presentano differenti rischi per la salute umana in ogni fase del loro ciclo di vita, dalle sostanze chimiche pericolose rilasciate durante l’estrazione del petrolio e la produzione delle materie prime, all’esposizione agli additivi chimici rilasciati durante l’utilizzo delle materie plastiche, per terminare con l’inquinamento dell’ambiente e del cibo che può derivare dal rilascio di plastica nell’ambiente. Le microplastiche, come frammenti e fibre, a causa delle loro piccole dimensioni possono entrare nel corpo umano attraverso il contatto, l’ingestione o l’inalazione, penetrare nei tessuti e nelle cellule generando impatti sull’uomo, anche a causa del rilascio di sostanze chimiche pericolose. Per i prodotti la cui sostituzione non risulta essere così immediata, invece, si provvederà spingendo verso una riduzione del consumo a livello nazionale mediante prescrizioni in materia di progettazione ed etichettatura e operazioni di smaltimento e bonifica. Gli Stati membri avranno a disposizione due anni dall’entrata in vigore della direttiva per introdurre la legislazione all’interno del diritto nazionale. Anche l’Italia può dirsi ottimista secondo Coldiretti, le cui statistiche rivelano che già il 27% degli italiani ha detto basta all’acquisto di plastica monouso, riconoscendo nel consumo un pericolo concreto non solo per gli animali marini ma anche per quelli da fattoria. I rischi per la salute derivanti dall’inquinamento da plastica sono stati ignorati per troppo tempo, un atteggiamento che va contro le regole basilari della prevenzione che dovrebbero guidare le scelte istituzionali e delle multinazionali e venire prima dei profitti.

Piero D.M.

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