La salute degli occhi non va presa sottogamba e un surplus di ore davanti agli schermi retroilluminati, che siano quelli del computer o dello smartphone, con poche pause di riposo, può essere molto dannoso per i nostri occhi. Tra i 20 ed i 40 anni, il bulbo oculare non cambia molto nella sua anatomia e nella sua fisiologia, e, di conseguenza, anche la vista non cambia. Il cambiamento si inizia ad avvertire, verso i 40-45 anni, prima negli ipermetropi, più tardi nei miopi, si accorge di non riuscire più ad infilare l’ago o a leggere il giornale se non allontanando l’oggetto allungando le braccia e/o mettendosi proprio sotto la luce: è comparsa la presbiopia. Per gli esperti il nostro invecchiamento fisiologico dell'occhio può generare tanti cambiamenti che degenerano nel tempo. Chi beve poca acqua durante il giorno, chi mangia in maniera irregolare e male, può avere una secchezza degli occhi. Il nostro occhio in pratica diventa più denso e la vista è meno pulita. Per reidratare serve magnesio e potassio come pure la luteina per rinforzare la retina, le vitamine A, B ed E.  Un'esposizione eccessiva e prolungata alla luce blu dei dispositivi può infatti favorire la produzione di radicali liberi che danneggiano progressivamente la retina e aumentano il rischio di andare incontro a disturbi che possono provocare persino una perdita progressiva della vista come la degenerazione maculare. Più grave è l'uso prolungato di smartphone da parte di bambini e di adolescenti, poiché si rischia la miopia dell'occhio che, al contrario dell'astenopia, è una modifica irreversibile e progressiva della vista. Negli ultimi 10 anni l'epidemia di miopia è in aumento, a causa del costante sforzo visivo prolungato. La miglior cura per queste malattie? Le visite preventive dell’oculista per diagnosticare i problemi alla loro insorgenza.

Piero D.M.

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