"Si ce la faccio" sono parole che spesso si pronunciano anche quando non è così, col solo scopo di dimostrare di avere la stessa energia e forza degli altri, anche quando in realtà  non si riesce. A spingere il loro corpo al limite sono spesso le donne in generale, disabili o non, a causa della società che ci circonda e richiede sempre il massimo. Possiamo dire liberamente che la maternità subisce lo stesso trattamento della disabilità, poichè le donne in età fertile che vorrebbero avere figli vengono discriminate in ambito lavorativo,come hanno dimostrato le parole di Elisanbetta Franchi, che ha affermato di assumere solo donne "anta" perchè se volevano avere figli li avevano già fatti e possono così lavorare più ore. Ciò fa rendere conto che il sistema di impiego lavorativo è in tutti i campi, non solo quello della moda, limitato e gretto. Questo è un tipo di discriminazione che subiscono anche le persone disabili, che molte volte vengono assunte solo se obbligate legislativamente, perchè si parte dal presupposto che rendano meno. In qquesto modo si penalizza non solo la donna che non riesce a conciliare lavoro e famiglia, ma chiunque non riesca a raggiungere tali standard di performatività. Le cose però possono cambiare e il primo modo per farlo è quello di non accettare di essere partecipi di un sistema che discrimina, che favorisce solo alcune persone soffocandone altre. Questa mentalità indica una chiusura che deve essere abbattuta  e demolita.

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