Il 18 novembre si è svolto in diretta “un caffè con”, nel quale hanno partecipato il blogger Andrea De Chiara, Margherita Rastiello  per “DisabilmenteMamme”. Entrambi hanno dialogato con dei protagonisti d’eccezione: Arturo Mariani, Roberta Macrì e Marina Ruggiero.

Si è parlato di disabilità e positività. Tutti i protagonisti di questa intervista sono molti attivi nel sensibilizzare sulle tematiche e problemi relativi all’inclusione e la vita delle persone con disabilità.

La domanda che viene fatta spesso ad una persona con disabilità è: “come riesci ad accettare la disabilità?”.

(Roberta Macrì) 

Sono riuscita ad accettarmi grazie alle persone che avevo intorno, nella riabilitazione vedere le persone che stavano male mi ha fatto capire che comunque ero stata fortunata, ho capito di dover fare il massimo con quello che mi restava.

(Arturo Mariani) 

Ho questa condizione dalla nascita, la mancanza di un arto, e concordo con il fatto che è importante essere da stimolo, essere degli “esempi”, nel senso di darsi da fare, non arrendersi mai. Trasformare la disabilità in un punto di forza è stato complicato, un percorso, ma è una sfida che si affronta giorno per giorno.

La protesi l’ho abbandonata perché la sentivo come una gabbia, e da lì ho iniziato a capire, e a reagire.

Marina Ruggiero come Roberta Macrì ha avuto un incidente e ha capito pian piano come apprezzare la vita seppur in modo differente da prima.

Da mamma disabile a mamma disabile (Marina Ruggiero e Margherita Rastiello) quando si scopre di aspettare un bimbo c’è emozione, ma anche un po’ panico e il pensiero va sempre al pregiudizio culturale verso la genitorialità e la disabilità.

Ma c’è anche molta impreparazione negli ospedali, nel supporto, addirittura nell’assenza di bagni per madri disabili negli ospedali. Molte volte non viene data la giusta assistenza.

Cosa vedono i ragazzi di un allenatore di calcio senza un arto? Cosa percepiscono?

(Arturo Mariani)

I bambini hanno molta consapevolezza particolare, una sensibilità diversa, non hanno schemi, sono spontanei, non hanno filtri, non vedono con gli occhi degli adulti. Vivono il calcio e la mia condizione di disabilità come un valore aggiunto.

Quali sono le domande più gettonate dai vostri followers?

Curiosità fisiche biologiche e pratiche spesso.

(Roberta Macrì) 

Come fai ad andare in bagno? O come fai ad avere un rapporto sessuale.

Il muro c’è più dagli insegnanti che dai ragazzi che sono molto aperti. 

Più si ha conoscenza, meno si ha paura e ciò riguarda in special modo 

la disabilità.

(Arturo Mariani)

Sono stato accusato di essere fake, di fingere di essere disabile, come se potessi farmi ricrescere una gamba. È comunque un bene fare domande, sempre, perché portano risposte.

(Marina Ruggiero)

Se dovessi dire quali foto sono rimaste nel cuore, quali momenti salveresti?

Il primo è stato il giorno che mi sono seduta sulla mia carrozzina la prima volta; il secondo, quando ho scoperto di essere incinta.

(Roberta Macrì)

Un dei momenti, foto, che vorrei conservare deve ancora arrivare; l’altro è stato il momento in cui ho capito di essere rinata, ho avuto la possibilità di aiutare gli altri come non sono stata aiutata io.

(Arturo Mariani)

Per me uno dei giorni più importanti è stato quando ho potuto raccontare la mia storia nello stadio olimpico di fronte a 80000 persone, un’emozione pazzesca. Il secondo momento è l’immagine della mia famiglia riunita.

Come i media rappresentano secondo voi la disabilità? 

(Roberta Macrì)

Non dipende dai media, ma dalle persone, da chi trasmette e da chi riceve, come persona. La disabilità è una caratteristica. Detesto il pietismo e il piangersi addosso, sfruttando tantissimo la propria condizione per arrivare chissà dove. Quelli che dicono “poverino” in relazione alle persone con disabilità.

(Arturo Mariani e Marina Ruggiero)

Il poverino è un pregiudizio latente sia di chi lo dice al disabile, ma anche al disabile che si fa passare come “poverino”, e alimenta l’idea di pietismo e assistenza.

(Roberta Macrì)

Anche l’aiuto eccessivo e non richiesto infastidisce le persone con disabilità.

Se non chiedo aiuto non ne ho bisogno. L’apprensione continua è fastidiosa.

(Andrea De Chiara)

Molte volte le persone che mi incontrano in carrozzina toccano, magari mettono la mano sulla testa e anche questo è fastidioso.

I libri lasciano sempre un’impronta. 

Cosa scriveresti oggi se dovessi scrivere oggi un libro?

(Arturo Mariani)

Scriverei lo stesso che scrissi anni fa’, ma lascerei precisamente quelle frasi senza modificarle, perché hanno una loro importanza, fermando il momento.

(Roberta Macrì) 

Anche io lascerei le stesse frasi e pensieri, si può cambiare idea nella vita ed è per me, sintomo di intelligenza, di evoluzione, di espansione personale.

(Marina Ruggiero)

Quale sarebbe la tua frase in libro?

Non ci ho ancora pensato anche se mi piacerebbe.

Se voi poteste guardare indietro, cosa direste al vostro sé di un tempo, a quella persona del passato?

(Roberta Macrì)

Vivi il momento. Non ci pensare, perché le cose possono cambiare all’improvviso.

(Marina Ruggiero)

Mi direi di apprezzare la vita per quello che è.

(Arturo Mariani)

Mi direi di affrontare sempre ogni difficoltà e ogni dolore, senza metterlo da parte, perché se non li affrontiamo poi restano come pesi dentro che poi saltano fuori comunque.

 

Trovate il video integrale dell’intervista “un caffè con” su YouTube a questo indirizzo:

 https://youtu.be/lxilAwYzpzg

Il 18 novembre si è svolto in diretta “un caffè con”, hanno partecipato il blogger Andrea De Chiara, Margherita Rastiello  per “DisabilmenteMamme” che hanno dialogato con protagonisti d’eccezione: Arturo Mariani, Roberta Macrì e Marina Ruggiero.

Si è parlato di disabilità e positività. Tutti sono molti attivi nel sensibilizzare tematiche e problemi relativi all’inclusione e la vita delle persone con disabilità.

La domanda che viene fatta spesso ad una persona con disabilità è: “come riesci ad accettare la disabilità?”.

(Roberta Macrì) 

Sono riuscita ad accettarmi grazie alle persone che avevo intorno, nella riabilitazione vedere le persone che stavano male mi ha fatto capire che comunque ero stata fortunata, ho capito di dover fare il massimo con quello che mi restava.

(Arturo Mariani) 

Ho questa condizione dalla nascita, la mancanza di un arto, e concordo con il fatto che è importante essere da stimolo, essere degli “esempi”, nel senso di darsi da fare, non arrendersi mai. Trasformare la disabilità in un punto di forza è stato complicato, un percorso, ma è una sfida che si affronta giorno per giorno.

La protesi l’ho abbandonata perché la sentivo come una gabbia, e da lì ho iniziato a capire, e a reagire.

Marina Ruggiero come Roberta Macrì ha avuto un incidente e ha capito pian piano come apprezzare la vita seppur in modo differente da prima.

Da mamma disabile a mamma disabile (Marina Ruggiero e Margherita Rastiello) quando si scopre di aspettare un bimbo c’è emozione, ma anche un po’ panico e il pensiero va sempre al pregiudizio culturale verso la genitorialità e la disabilità.

Ma c’è anche molta impreparazione negli ospedali, nel supporto, addirittura nell’assenza di bagni per madri disabili negli ospedali.

Molte volte non viene data la giusta assistenza.

Arturo Mariani oltre a essere molto attivo  come coach sui social è anche un allenatore di calcio ai bambini.

Cosa vedono i ragazzi di un allenatore senza un arto? Cosa percepiscono?

(Arturo Mariani)

I bambini hanno molta consapevolezza particolare, una sensibilità diversa, non hanno schemi, sono spontanei, non hanno filtri, non vedono con gli occhi degli adulti. Vivono il calcio e la mia condizione di disabilità come un valore aggiunto.

Quali sono le domande più gettonate dai followers?

Curiosità fisiche biologiche e pratiche spesso.

(Roberta Macrì) 

Come fai ad andare in bagno? O come fai ad avere un rapporto sessuale.

Il muro c’è più dagli insegnanti che dai ragazzi che sono molto aperti. 

Più si ha conoscenza, meno si ha paura e ciò riguarda in special modo 

la disabilità.

(Arturo Mariani)

Sono stato accusato di essere fake, di fingere di essere disabile, come se potessi farmi ricrescere una gamba. È comunque un bene fare domande, sempre, perché portano risposte.

(Marina Ruggiero)

Se dovessi dire quali foto sono rimaste nel cuore, quali momenti salveresti?

Il primo è stato il giorno che mi sono seduta sulla mia carrozzina la prima volta; il secondo, quando ho scoperto di essere incinta.

(Roberta Macrì)

Un dei momenti, foto, che vorrei conservare deve ancora arrivare; l’altro è stato il momento in cui ho capito di essere rinata, ho avuto la possibilità di aiutare gli altri come non sono stata aiutata io.

(Arturo Mariani)

Per me uno dei giorni più importanti è stato quando ho potuto raccontare la mia storia nello stadio olimpico di fronte a 80000 persone, un’emozione pazzesca. Il secondo momento è l’immagine della mia famiglia riunita.

Come i media rappresentano secondo voi la disabilità? 

(Roberta Macrì)

Non dipende dai media, ma dalle persone, da chi trasmette e da chi riceve, come persona. La disabilità è una caratteristica. Detesto il pietismo e il piangersi addosso, sfruttando tantissimo la propria condizione per arrivare chissà dove. Quelli che dicono “poverino” in relazione alle persone con disabilità.

(Arturo Mariani e Marina Ruggiero)

Il poverino è un pregiudizio latente sia di chi lo dice al disabile, ma anche al disabile che si fa passare come “poverino”, e alimenta l’idea di pietismo e assistenza.

(Roberta Macrì)

Anche l’aiuto eccessivo e non richiesto infastidisce le persone con disabilità.

Se non chiedo aiuto non ne ho bisogno. L’apprensione continua è fastidiosa.

(Andrea De Chiara)

Molte volte le persone che mi incontrano in carrozzina toccano, magari mettono la mano sulla testa e anche questo è fastidioso.

I libri lasciano sempre un’impronta. 

Cosa scriveresti oggi se dovessi scrivere oggi un libro?

(Arturo Mariani)

Scriverei lo stesso che scrissi anni fa’, ma lascerei precisamente quelle frasi senza modificarle, perché hanno una loro importanza, fermando il momento.

(Roberta Macrì) 

Anche io lascerei le stesse frasi e pensieri, si può cambiare idea nella vita ed è per me, sintomo di intelligenza, di evoluzione, di espansione personale.

(Marina Ruggiero)

Quale sarebbe la tua frase in libro?

Non ci ho ancora pensato anche se mi piacerebbe.

Se voi poteste guardare indietro, cosa direste al vostro sé di un tempo, a quella persona del passato?

(Roberta Macrì)

Vivi il momento. Non ci pensare, perché le cose possono cambiare all’improvviso.

(Marina Ruggiero)

Mi direi di apprezzare la vita per quello che è.

(Arturo Mariani)

Mi direi di affrontare sempre ogni difficoltà e ogni dolore, senza metterlo da parte, perché se non li affrontiamo poi restano come pesi dentro che poi saltano fuori comunque.

 

Trovate il video integrale dell’intervista “un caffè con” su YouTube a questo indirizzo:

 https://youtu.be/lxilAwYzpzg

 

(Foto e interviste autorizzate)

Samanta Crespi

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