Potranno fare domanda e accedere al programma che forma gli equipaggi da avviare nello spazio, anche le persone con difficoltà fisiche e che presentino le seguenti difficoltà motorie: disabilità legate agli arti inferiori: amputazione o deficit congenito degli arti, arti mancanti o accorciati alla nascita o in seguito a traumi e che abbiano una statura di 130 cm.

 “La diversità non deve fare riferimento solo a origine, età, bagaglio culturale o genetico dei nostri astronauti, ma anche a disabilità fisiche” ha dichiarato David Parker, direttore dell’esplorazione umana e robotica dell’ ESA. “Rappresentare tutte le parti della nostra società è un impegno che prendiamo molto seriamente”, ha aggiunto.

La selezione procederà attraverso 6 tappe e si concluderà ad ottobre 2022.

L’ ESA guarda al futuro e dopo undici anni cerca nuove reclute che rappresentino tutte le parti della nostra società. Si tratta del PARA- ASTRONAUT  PROJECT che punterà ad aggiungere da quattro a sei  titolari e 10-20 riserve in vista delle nuove missioni sulla Stazione Spaziale e sulla Luna, oltre che per i voli con partner commerciali e internazionali. La selezione nasce dal desiderio di ridurre gli squilibri di genere e portare all’inclusione.

L’ultima campagna per astronauti risale al 2009 quando furono reclutati Samantha Cristoforetti e Luca Palmitanoi quali hanno portato avanti lo slogan: “candidatevi!” Lo stesso Palmitano ha affermato: “Ci piacerebbe raccogliere il doppio e il triplo delle 8420 domande di 11 anni fa e magari registrare una partecipazione più equilibrata”.

L’ESA, nel bando pone inoltre maggiore attenzione alla partecipazione delle “nuove austronaute”, cosa che non stupisce dato che da tempo l’ Agenzia Spaziale Europea punta ad aumentare la  presenza delle donne nello staff.

Sono richieste competenze in diversi settori scientifici tra cui la fisica, la chimica e l’ingegneria, nonché capacità pratiche di lavoro in situazioni non ordinarie, ma anche motivazione, flessibilità e poliedricità.

Non avendo competenze in materia , l’ESA ha stanziato un milione di euro come primo contributo e si è avvalsa della collaborazione del Comitato Paraolimpico Internazionale per capire in che modo calibrare l’addestramento e come un astronauta con caratteristiche cognitive e preparazione di base adatte, potesse contribuire all’esplorazione spaziale nonostante la disabilità. Successivamente si è proceduto ad individuare dei criteri di ammissibilità a seconda delle menomazioni.

La sfida, se così si può chiamare, è rivolta a tutti i cittadini che intendono confrontarsi con i propri limiti e “per mettersi alla prova e scoprire qualcosa in più di se stessi” così come afferma sempre lo stesso Luca Palmitano, il quale aggiunge: “Non devono pensare alla posizione o ai traguardi che potranno raggiungere, ma a quello che potranno dare come contributo all’esplorazione spaziale e all’Agenzia.”

Josef Ashbacher che dal 1 marzo 2021 è Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Europea ha voluto infine sottolineare l’importanza del concorso sostenendo che “per le nuove generazioni l’inclusività è uno standard e, lungi da velleità passeggere, dovrà essere così anche per l’ Agenzia Spaziale Europea, al contrario faremmo un danno a noi stessi”.

Giovanna Lombardi

(foto e immagini libere)

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