Due settimane fa una coppia di cari amici è stata da noi qualche giorno, il tempo era stupendo, abbiamo quindi deciso di fare un pic-nic sul lago, prendere il sole e rinfrescarci. Come meta abbiamo scelto Ranco (VA), sulla sponda orientale del lago Maggiore.

Abbiamo trovato un parco molto ben curato con ottimi giochi per i bambini, toilette pubblica autopulente, spaziosa abbastanza da entrare e girare con la sedia a rotelle, ed un grande prato, il tutto accessibile nonostante le mie difficoltà motorie. È in posizione rialzata rispetto al lago, con panchine di fronte alla ringhiera per ammirare il panorama, le imbarcazioni che passano e la sponda opposta.

È stata un'ottima scelta, ci siamo trovati veramente bene, siamo riusciti a rilassarci grazie alla pace ed allo sciabordio delle onde.

Dopo qualche ora abbiamo deciso di spostarci e passare il resto del pomeriggio a Caldè, lì l'acqua è balneabile e pulitissima ma per arrivarci abbiamo dovuto percorrere una strada sterrata con salita e discesa, per mio marito è stato molto faticoso spingermi avendo anche gli zaini. Dopo circa 100 metri siamo giunti ad una piccola spiaggetta di sassi con una comoda doccia, entrando in acqua si ha uno scalino naturale, col fondale irregolare e sassoso il mio equilibrio altamente precario è stato messo alla prova più volte ma il refrigerio non mi ha fatto desistere, ho comunque preferito rimanere nei pressi della riva e fare tante pause, la mia resistenza è minima, stancandomi molto in fretta sarei stata incosciente ad allontanarmi.

Non ho avuto il coraggio di scoprire se sono ancora in grado di nuotare, sono cresciuta al mare, sono sempre stata una creatura marina, in questi ultimi anni peggiorando ho perso tante attitudini alle quali tenevo particolarmente come leggere per ore, andare a camminare ed il ballare liscio e latino americano, non riuscire a nuotare sarebbe un colpo troppo duro al momento. So che rimandare è da codardi e non serve a nulla, il dubbio è peggio perché non ti permette di elaborare la situazione e cercare alternative, ma penso che per questa batosta ho bisogno del mio mare, della mia Puglia che mi ha sempre fatto sentire nel posto giusto, che saprebbe alleviare una ferita enorme, rendendomi il tutto più sopportabile. 

Saperlo quel giorno, oltre ad essere rischioso non conoscendo la zona ed i fondali, avrebbe anche reso il mio umore terribile, rovinando la giornata a tutti. Ho preferito concentrarmi su di loro, su Andrea che per una volta non ha pensato al lavoro ed ai problemi, sulla mia amica che vedo troppo poco abitando lontane ma che sento sempre molto affine e vicina, su suo marito conoscendolo meglio.

Avevo il timore di rendere gravoso il tempo passato insieme a causa della mia disabilità, invece è stato piacevole, mio marito ha fatto un bel po' di palestra ma si è anche divertito, specialmente quando, ritornando verso la macchina, ha spinto la mia sedia stile rally e facendo manovre inusuali mentre ridevo a crepapelle, momenti spensierati da custodire e farne tesoro.

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