La campagna di vaccinazione anti Covid-19 continua, seppur lentamente, in tutta Italia.

Per rispondere alle domande di chi si fosse domandato se i titolari di legge 104 avessero diritto alla corsia preferenziale per la vaccinazione, eccone la risposta affermativa.

Vediamo insieme gli aggiornamenti o per meglio dire le “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19“.

Lo scorso 10 marzo, il Ministero della Salute in collaborazione con la struttura del Commissario Straordinario per l’emergenza COVID, AIFA, ISS e AGENAS ha elaborato la proposta di aggiornamento delle Raccomandazioni sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19 e ha definito quello che deve essere il nuovo ordine di priorità, tenendo conto delle raccomandazioni internazionali ed europee.

Secondo quanto indicato, la vaccinazione sarà somministrata in via prioritaria seguendo per ordine, le 5 categorie e fasce di priorità.

In particolare, le 5 nuove fasce di priorità sono così articolare:

Categoria 1: Elevata fragilità (persone estremamente vulnerabili e persone con disabilità grave certificata ai sensi della Legge 104 articolo 3, comma 3)

Categoria 2: Persone di età compresa tra 70 e 79 anni

Categoria 3: Persone di età compresa tra i 60 e i 69 anni

Categoria 4: Persone con comorbidità di età inferiore ai 60 anni, senza quella connotazione di gravità riportata per le persone estremamente vulnerabili

Categoria 5: Resto della popolazione di età inferiore ai 60 anni.

Margherita Rastiello

In breve, l’aggiornamento specifica che in contemporaneamente agli over 80 saranno vaccinate subito anche le persone con disabilità (fisica, sensoriale, intellettiva, psichica) che sono riconosciute come “disabili gravi” ai sensi della legge 104/1992 art.3 comma 3 e anche familiari conviventi e caregiver che forniscono assistenza continuativa in forma gratuita o a contratto (ad esempio i badanti).

Una notizia molto importante riguarda sicuramente i minori riconosciuti come “estremamente vulnerabili”. Infatti, i minori con patologie associate a un rischio particolarmente elevato di sviluppare forme gravi o letali di COVID-19 purtroppo in questo momento non possono essere vaccinati e questo perché al momento non esistono vaccini indicati sotto i 16 anni d’età. Per questo motivo e per proteggere questi minorenni, si vaccineranno con priorità i relativi genitori, tutori e/o affidatari.

Sono inoltre considerate prioritarie le seguenti categorie, a prescindere dall’età e dalle condizioni patologiche, quali:

Personale docente e non docente, scolastico e universitario, Forze armate, di Polizia e del soccorso pubblico, servizi penitenziari e altre comunità residenziali.

Sarà inoltre possibile, qualora le dosi di vaccino disponibili lo permettano, vaccinare all'interno dei posti di lavoro, a prescindere dall'età, fatto salvo che la vaccinazione venga realizzata in sede, da parte di sanitari disponibili sul posto.

Tenendo conto di tutte le priorità definite e delle indicazioni relative all’utilizzo dei vaccini, d’ora in avanti la vaccinazione proseguirà in questo modo:

  1. Vaccinazione dei soggetti over 80 e dei soggetti con elevata fragilità e nel caso dei familiari conviventi, caregiver, genitori/tutori/affidatari;
  2. Completamento della vaccinazione delle categorie ricomprese nella fase 1, promuovendo la vaccinazione nei soggetti che non hanno ancora aderito alla campagna e avendo cura di includere, nel personale sanitario e sociosanitario, tutti i soggetti che operano in presenza presso strutture sanitarie e sociosanitarie, utilizzando anche vaccini a vettore virale per chi non ha ancora iniziato il ciclo di vaccinazione;
  3. completamento della vaccinazione del personale docente e non docente, scolastico e universitario, delle Forze armate, di Polizia e del soccorso pubblico, dei servizi penitenziari e altre comunità residenziali;
  4. vaccinazione dei soggetti di età dai 70 ai 79 e, a seguire, quella dei soggetti di età dai 60 ai 69 anni.
  5. Si allarga, quindi, il bacino di cittadini che hanno diritto a essere vaccinati per primi, in quanto considerati appunto soggetti fragili e meritevoli di tutela.

 

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