Cercare lavoro non è mai stata un’impresa facile, nemmeno quando avevo 19 anni ed ero fresca di diploma, figuriamoci ora che ho 39 e sono pure mamma.

Non era facile perché 20 anni fa ero troppo giovane e inesperta, e col mio diploma di artistico e di grafica pubblicitaria dove pensavo di andare? Il mercato della grafica era già saturo ai primi anni 2000 e, in più, era un mondo (non so se è ancora così, perché ora mi occupo di altro) difficile, dove per emergere o avevi le conoscenze o dovevi fare “le scarpe” a qualcuno.

Aggiungiamo alla mia giovane età, anche il fatto di avere una disabilità motoria e di essere senza patente, ed ecco il risultato finale: feci solo uno stage di 2 mesi da un fotografo ad orario full time e non retribuito.
Quello stage, al limite dello sfruttamento, mi è servito a capire cosa non volevo un lavoro, perché siamo tutti d'accordo che l'esperienza serva, la gavetta come si dice in gergo, ma non bisogna arrivare a sacrificarsi o a farsi sfruttare, solo perché si è giovani o si ha estremo bisogno.

Mi sono iscritta all’università, al corso di laurea in filosofia, pensando di poter insegnare la materia nei licei (la mia seconda scelta dopo l'Accademia di Brera). Come molti di voi sapranno già, le vie dell’insegnamento e dell’abilitazione si sono fatte negli ultimi anni più impervie e dispendiose in termini economici, quindi ho dovuto a malincuore abbandonare quella strada (non che mi fossi mai sentita in grado di insegnare, ma ecco pensavo di poterci provare almeno).

Adesso sono una donna adulta, laureata sì, mamma anche, e di nuovo in cerca di lavoro.

E qui viene il bello, e il brutto, della faccenda, perché non posso cercare un lavoro qualsiasi come tutti, poi essendo donna, in Italia, parto già svantaggiata nel cercare impiego: domande imbarazzanti ai colloqui, paghe ridicole e minacce di licenziamento se per caso mai vorrò avere altri figli.

Io una figlia ce l’ho già, e ha 5 anni, ho una disabilità motoria, la quale, come ho scritto, mi preclude alcuni lavori “più fisici”, potrei anche accontentarmi della pensione di invalidità e di occuparmi di casa e famiglia, ma anche qui c'è un grande pregiudizio che mi, e ci, circonda: l’idea diffusa che se una donna ha disabilità, perché mai dovrebbe cercare lavoro? Si dovrebbe accontentare e vivere con le briciole senza poi troppe pretese e aspirazioni.

Si da il caso che io di aspirazioni e sogni ne abbia, a prescindere dalla vita in salita, perciò cerco di trovare un impiego “vero”, non uno di quelli che “tanto ti tieni impegnata” e non un lavoro di beneficienza, perché “già ti faccio fare qualcosa, vuoi anche essere pagata?”.

Mi piace scrivere, chi legge i miei articoli sul blog lo avrà capito, quindi ho cercato annunci che riguardassero la scrittura, il giornalismo, la redazioni di contenuti per il web ecc…

Il primo ostacolo che ho riscontrato, in questi due mesi di ricerche è che, per molti annunci di giornalismo e scrittura su web, si richiedono competenze, preparazione, laurea e abilità linguistiche, ma il compenso non viene mai menzionato, perché il più delle volte semplicemente non c’è.
Si ricercano persone capaci senza volerle retribuire per il loro valore.

E di annunci di questo tipo sono piene le bacheche: “compenso volontario”, “si offre visibilità”, “lavoro senza retribuzione, ma con ottime possibilità di crescita”. 

Insomma, se a 39 anni, come a 20, devo lavorare gratis, lo faccio per altre cause, infatti si chiama”volontariato”, non lavoro, se non c’è retribuzione o compenso.

Badate bene: non sto dicendo che il lavoro mi deve piovere dal cielo, così come lo stipendio, dico solo che se mi si richiede impegno e capacità, che almeno vengano riconosciute quel tanto.

Recentemente sono anche stata quasi vittima di una truffa proprio per un colloquio di lavoro.

Sono stata contattata da un numero della mia città che diceva di volermi fissare un colloquio in giornata per un lavoro, non ben identificato, fortunatamente avevo mia figlia ammalata e quindi ho preso tempo, anche perché non mi tornava che avessero il mio contatto telefonico, quando la loro azienda non figurava tra quelle che avevo contattato io nell’ultimo mese.

Dopo una breve ricerca scopro che quel numero fisso apparteneva a dei truffatori che rubando i dati dei candidati da bacheche di trova lavoro serie, chiamavano tutti per proporre loro di fare operatori di cambio contratto porta/porta.

Ne parla VareseNews in questo articolo.

L’ultima difficoltà che sto riscontrando nel trovare un impiego adatto a me è proprio l’orario e la possibilità o meno di poter usufruire dello SmartWorking.

Dopo la fine dello stato di emergenza, molti posti di lavoro e aziende hanno deciso di ritornare in presenza, cosa giusta, che però per persone come me che hanno difficoltà smuoversi o non guidano, rende tutto più complicato.

Adesso va per la maggiore lo SmartWorking “ibrido”, cioè 3 giorni da remoto e 2 giorni in presenza. Ora, capite bene che se l’ufficio di lavoro è a Milano (magari non in centro) e io parto da Varese mi risulta un tantino impossibile fare quei due giorni in presenza, quando potrei fare lo stesso da casa.

Ovviamente questa è la mia piccola esperienza di questi ultimi tempi. 

Ci sono anche piccole note positive, ad esempio una redazione che ha gentilmente declinato la mia candidatura per il giornale online, ma mi ha comunque inserito in archivio per future collaborazioni nella mia regione.

È stata l'unica risposta, affermativa o negativa, che ho ricevuto via email dopo aver inoltrato una trentina di CV ai più diversi annunci.

Grandi soluzioni e consigli non ne ho, dato che anche io sto ancora cercando il mio posto nel mondo, forse solo questo: non demordere e non sminuirsi.

Al di là della disabilità, che può limitare in qualche modo nel mercato del lavoro, nonostante la famosa legge 68. Nonostante viviamo in una società dove sembra che conti solo la performance e la produttività estrema, ricordatevi che noi valiamo come persone, come donne, e come mamme, ed è giusto che nel lavoro venga riconosciuto. Come sarebbe anche doveroso è sacrosanto che ci venga data la possibilità di lavorare senza aggiungere ulteriori pressioni sulle scelte (sulla famiglia o figli) o complicazioni (e il lavoro ibrido casa/presenza purtroppo è).

Io, di certo, non demordo: non si è mai troppo in ritardo per migliorarsi e per poter imparare qualcosa, che sia lo studio, un lavoro, o una passione.

 

(Immagini libere o proprie)

 

Samanta Crespi

CONTATTACI
SEDE LEGALE

Via S. Quirico 264, int. 2 - 50013 Campi Bisenzio (Firenze)

TELEFONO

(+39) 055 360 562

ORARI

Lun - Ven / 9:00 - 18:00